Il Ministero dell’Interno e MiBAC: le contrapposizioni sul gioco d’azzardo

271 0

Da un lato il ministero dell’Interno vuole salvare il casinò e dall’altro quello dei Beni culturali indigna l’utilizzo dei fondi che provengono dal Lotto. Due realtà diverse sullo stesso settore: quello del gioco d’azzardo. Il 9 ottobre il Viminale in una circolare congiunta con il Mef conferma che il principale obiettivo dei poteri pubblici è trovare una soluzione per assicurare la conservazione del Casinò di Campione. In gioco, è il caso di comunicarlo, il futuro di 500 lavoratori dopo il ricorso di insolvenza dello scorso luglio potrebbero perdere l’occupazione. Il responsabile del MiBAC Alberto Bonisoli ha dichiarato in intervista rilasciata ad Exibart: “Sono assolutamente contro le sponsorizzazioni culturali da parte delle associazioni di gioco. Non vorrei un solo euro dal gioco del lotto, lo dico chiaramente. Così come per gli stessi motivi per cui non lo vorrei dalle sigarette”. Insomma, due pesi e due misure?

Il contrasto contro il gioco d’azzardo ha sempre interessato il M5S, ma è stata in qualche maniera condiviso anche dalla Lega. Infatti, nella pagina 44 del contratto di governo è scritto: “Con riguardo al problema del gioco d’azzardo sono opportune una serie di misure per bloccare il fenomeno della dipendenza che provoca danni gravi sia socio sanitari che economici, tra cui: la proibizione assoluta di pubblicità e sponsorizzazioni; trasparenza finanziaria per i circoli d’azzardo; strategia d’uscita dal machines gambling e grandi vincoli alle forme d’azzardo con puntate ripetute; imposizione all’utilizzo di un tesserino personale per eludere il gioco d’azzardo ai minori; obbligo di limiti di spesa; tracciabilità dei flussi di denaro per bloccare l’evasione fiscale e infiltrazioni mafiose”. Ma non è terminata qui: “E’ necessaria una maggior regolamentazione del fenomeno, programmando il rilascio del consenso dell’installazione delle slot machines, videolottery solamente in luoghi ben definiti (niente bar, distributori ecc…), la restrizione degli orari di gioco e l’aumento della distanza minima dalle aree sensibili (istituti scolastici, centri giovanili, luoghi di culto, strutture ricettive per categorie protette, ospedali ecc…).

Il gioco d’azzardo patologico è una piaga da non prendere sotto gamba nel nostro Paese. Infatti, l’ultimo rapporto del Cnr ha stabilito che i giocatori compulsivi sono passati dai 100 mila raccolti nel 2007 (0,6%) ai 400 mila del 2017 (2,4%). A influire, stando all’indagine, la facilità d’accesso ai luoghi di gioco: il 58% degli interrogati dichiara infatti di poter raggiungere un luogo dove poter giocare in meno di cinque minuti a piedi. Il gioco più popolare in assoluto è quello del Gratta & Vinci, succeduto dal Lotto e Super Enalotto. E propaga un’idea rischiosa: il 39% dei giocatori pensa che sia possibile diventare ricchi con l’azzardo se si possiedono buone capacità. Nel mondo reale, invece quasi 100 mila persone hanno richiesto illegalmente del denaro in prestito e quasi 30 mila sono andati in contro a rovine economiche in prima persona.

Pertanto va ricordato che in base ad una norma del 1996, il Lotto eroga una parte della somma tributaria al MiBAC. Da allora ad oggi, tiene presente Agipro (agenzia di stampa di giochi e scommesse), più di 1 miliardo e 800 milioni di euro erano incaricati al recupero del patrimonio artistico permettendo di intervenire su più di 600 monumenti in tutto il nostro paese. L’agenzia evidenzia la contrapposizione di base: “Se i dipendenti del Casinò di Campione sono da salvaguardare, non meno rilevante è la qualificata forza lavoro che viene messa in atto con i fondi del Lotto conferiti al patrimonio artistico: architetti, restauratori, consulenti, artigiani ecc… Oltre ai mezzi volti a contratti di stabilizzazione per gli ex lavoratori socialmente utili”.

 

Katia Di Luna

Giornalista freelance

 

Nessun commento

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *