Il Servizio Bilancio al Senato contesta le stime del Governo: da nessuna banca dati risulta che la tassa sulle vincite, per il 10eLotto, abbia prodotto nel 2018 un gettito di 350 milioni.

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A contestare le stime del Governo presentate nella relazione tecnica sul Decretone è il Servizio Bilancio del Senato: da nessuna banca dati risulta che la tassa sulle vincite, per il 10eLotto, abbia prodotto nel 2018 un gettito di 350 milioni, quindi non c’è nessun riscontro alle stime sull’aumento dell’aliquota; inoltre questa misura potrebbe comportare una diminuzione di altre tasse che non viene considerata in alcun modo.

Nella nota del Servizio Bilancio si legge: “Non è stata indicata in RT, né è disponibile, la banca dati dalla quale si possa riscontrare che la ritenuta sulle vincite conseguite dal gioco 10eLotto è stata pari, per il 2018, a circa 350 mln di euro. Nel merito, andrebbe confermato che il citato ammontare di ritenute sia ascrivibile esclusivamente al 10eLotto, e non anche ad altri giochi numerici a quota fissa (ad esempio il Lotto) in quanto per essi la ritenuta resta ferma all’8%”. Nel testo si sottolinea come già nel 2017 si fosse aumentata l’aliquota della tassa sulle vincite e come, in quell’occasione, si evidenziasse che “del totale del prelievo sulle vincite pari a 395 mln di euro, oltre 300 mln di euro provenivano dal gioco del Lotto. Tuttavia non erano state fornite nel contempo ulteriori specificazioni o elementi informativi in merito al fatto se per gioco del Lotto si intendessero anche gli altri giochi numerici a quota fissa, e pertanto anche il gettito riveniente dagli stessi, o soltanto il gioco del Lotto propriamente inteso”. Il Servizio Bilancio ricorda che quel dato trova un riscontro nei report “forniti dal Governo in sede di risposta ad una interrogazione parlamentare”, in cui si affermava che “in conseguenza dell’applicazione della nuova aliquota dell’8% all’importo delle vincite per l’anno 2016 – è possibile ricostruire il valore di gettito atteso: pari a circa 400 mln di euro per il gioco del Lotto”. In sostanza, per poter confermare che l’aumento del prelievo stabilito con il decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza porterà nelle casse dello Stato 131 milioni, il Governo deve chiarire “l’ammontare delle entrate ascrivibili al solo gioco del 10eLotto. E ancora il Servizio Bilancio ricorda che – all’epoca del primo aumento di aliquota nel 2017 – il Governo “prudenzialmente, aveva ipotizzato una riduzione della raccolta (pari a circa il 2%)”. E questo, a catena, comportava una diminuzione degli introiti di altre tasse: una diminuzione di gettito a titolo di provento dal gioco del Lotto; una connessa riduzione di gettito a titolo di IRES ed IRAP per effetto dei minori ricavi per ricevitori e per concessionari; una conseguente diminuzione del gettito da ritenta sulle vincite per effetto di una loro contrazione”. Invece “La RT annessa al decreto-legge in commento non considera tutte queste componenti sostenendo che, poiché il 10eLotto segna costantemente un incremento di raccolta, l’aumento dell’aliquota della ritenuta sulle vincite non possa determinare una flessione della domanda, ma semmai un rallentamento della crescita. Si tratta di un assunto che potrebbe non esprimere l’utilizzo di un approccio prudenziale: anche se l’ipotesi di cui alla RT fosse riscontrata ex-post, non può non considerarsi valida la conseguenza, in termini di ricadute sul gettito, che produrrebbe l’aumento della ritenuta sui ricavi in capo ai ricevitori ed ai concessionari: in caso di rallentamento della crescita della domanda gli stessi potrebbero vedere diminuiti i propri ricavi e conseguentemente i risultati economici di gestione, con possibili contrazioni in termini di imposte dirette ed IRAP, nonché di occupazione”. E ancora, “la RT non sembra considerare in alcun modo i possibili effetti in termini di minori incassi erariali derivanti dalle politiche, perseguite dagli enti locali, che contemplano misure restrittive su tutti i giochi” per contrastare il gioco d’azzardo patologico. “Appare quindi opportuno un approfondimento sul punto”.

La Redazione

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