Il Tar Lombardia annulla ordinanza sindacale su limiti orari di sale giochi a Cermenate

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Nessun limite orario all’attività delle sale gioco a Cermenate (Como). A deciderlo il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia che ha annullato l’ordinanza sindacale e la deliberazione del consiglio comunale della cittadina relativa all’adozione degli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro e dei limiti orari all’attività delle sale giochi.

“Nella deliberazione – spiega il giudice – non si dà conto di uno specifico studio che abbia analizzato il fenomeno della ludopatia in relazione alla realtà socio-territoriale del Comune di Cermenate, nonché in relazione al numero dei locali ove è possibile praticare il gioco d’azzardo lecito in rapporto alla popolazione, limitandosi a ritenere gli ambiti analizzati dal predetto report “simili per caratteristiche demografiche e sociali” al comune di Cermenate, affermando altresì che sarebbe cresciuta “la presenza capillare di esercizi in cui sono installati apparecchi per il gioco d’azzardo lecito”.

L’unico studio richiamato si riferisce a 25 Comuni diversi da Cermenate in relazione ai quali l’asserzione di similitudine per caratteristiche demografiche e sociali appare altrettanto generica, tenuto conto dell’ampia platea di riferimento”.

Per il Tar “l’esercizio del potere di cui ai provvedimenti impugnati può ritenersi consentito soltanto in caso di accertate esigenze di tutela delle quali deve darsi compiutamente conto, non potendo invece fondarsi su un astratto riferimento al fenomeno del gioco d’azzardo lecito ed ai suoi riflessi sociali e sanitari ovvero prescindere da attendibili indagini e studi correlati allo specifico ambito territoriale attinto dalle misure in concreto adottate…

Il tema degli orari di apertura delle sale e di funzionamento degli apparecchi da gioco costituisce un ambito nel quale i molteplici interessi (imprenditoriale, economico-finanziario, dell’ordine e della sicurezza, della quiete pubblica e della salute pubblica) necessitano di adeguata e attenta ponderazione onde evitare che il perseguimento di uno di essi conduca ad un sacrificio sproporzionato e perciò irragionevole degli altri.

Implica la necessità che la disposizione limitativa sia definita a seguito di un’attenta indagine sull’effettiva esistenza e sulla consistenza dell’interesse confliggente con quello del titolare delle concessioni e delle autorizzazioni necessarie all’apertura della sala da gioco, indagine che costituisce il punto di partenza per l’adozione della misura più idonea al perseguimento dell’interesse ritenuto prevalente e più proporzionata rispetto all’esigenza che l’interesse soccombente sia sacrificato in misura non eccedente rispetto a quanto necessario” ha concluso.

La Redazione

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