Indagine ISS: la metà degli italiani gioca d’azzardo

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Almeno una persona su due, nell’ultimo anno, ha praticato il gioco d’azzardo. E’ quanto emerge da uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) “Disturbo da gioco d’azzardo: risultati di un progetto sperimentale”. Sul fronte del grado d’informazione, l’indagine ha mostrato un livello diffusamente non elevato, con oltre il 40% degli intervistati che non coglie il “caso”, “l’aleatorietà”, come caratteristica principale dei giochi in denaro e con un quarto degli intervistati che ritiene l’”abilità” una competenza importante per giocare. L’altro dato rilevante che l’indagine ha messo in luce è che una larga quota d’intervistati (oltre il 50%) non percepisce i giochi in denaro più diffusi (gratta e vinci, lotto, super-enalotto o giochi come Win for Life) come giochi d’azzardo. Sembra chiaro, invece, alla maggioranza degli intervistati (circa il 70%) che il disturbo da gioco d’azzardo è un problema sanitario e che ad aiutare le persone che ne sono affette debba essere personale sanitario qualificato.

Sul fronte dei determinanti dell’azzardo, l’indagine ha mostrato come il cittadino medio ritenga le condizioni di disagio finanziario e sociale come i fattori predisponenti principali. I risultati dell’indagine, secondo l’ISS, indicano la necessità di migliorare il livello di informazione della popolazione generale sul fenomeno del gioco d’azzardo e suggeriscono alcuni dei contenuti e dei messaggi che sarà necessario privilegiare nelle future campagne di sensibilizzazione e contrasto del fenomeno.

La monografia redatta dall’ISS ha avuto l’obiettivo di fornire aggiornamenti scientifici sul disturbo da gioco d’azzardo, utilizzando una selezione dei risultati, dei materiali e dei contribuiti originali prodotti all’interno del Progetto “Sistema di sorveglianza nazionale sul disturbo da gioco d’azzardo: progetto sperimentale”. Il progetto è stato coordinato tra il 2015 e il 2016 dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità.

La monografia presenta i risultati di alcune indagini originali volte a raccogliere le evidenze scientifiche sul tema e dati nazionali inerenti: la distribuzione delle strutture cliniche di trattamento; la percezione del fenomeno da parte della popolazione generale e dei pazienti; l’impianto legislativo sul gioco d’azzardo oggi vigente in Italia. Questa raccolta tematica riunisce anche alcuni contributi originali di professionisti italiani, basati sulle esperienze di diagnosi e trattamento di pazienti con disturbo da gioco d’azzardo.

Una delle attività trasversali del progetto “Sistema di sorveglianza nazionale sul disturbo da gioco d’azzardo: progetto sperimentale” ha consentito di indagare sulle opinioni e le conoscenze della popolazione generale sul fenomeno gioco d’azzardo per acquisire informazioni sulla percezione e sui giochi più praticati dagli italiani. Nel periodo dall’11 dicembre 2015 al 29 febbraio 2016, sono stati intervistati 3.000 italiani dai 15 anni in su.

Una domanda è stata posta allo scopo di conoscere quale fosse per la popolazione d’intervistati la definizione migliore di gioco d’azzardo tra quattro proposte (il cui ordine di presentazione ruotava in modo random).

Se il 57% del campione riconosce la casualità della vincita o perdita di denaro quale caratteristica specifica del gioco d’azzardo, un 8% circa attribuisce l’esito del gioco ad una qualche abilità del giocatore. Agli intervistati è stata mostrata una lista di giochi ed è stato chiesto quali potessero essere definiti giochi d’azzardo o meno. In assoluto il poker è stato il gioco più citato (81%). Il dato interessante è che più della metà degli intervistati non ritiene che i Gratta e Vinci (56%), il Lotto (54%), il Win for life (51%) rientrino nella categoria gioco d’azzardo.

Gli uomini riconoscono meno delle donne i giochi d’azzardo; differenze di genere interessanti sono osservabili sul Bingo (52% vs 55,6%), il Lotto e Superenalotto (41,1% vs 44,6%), il Totocalcio Totip, Totogol, Corsa Tris, ecc. (39,9 vs 42,7%) e i Gratta e Vinci (39,8% vs 42,7%). Non sono state osservate differenze rilevanti per classi di età e area geografica.

Si è voluto rilevare la pratica dei diversi giochi, chiedendo quali fossero stati quelli praticati nel corso degli ultimi 12 mesi dall’intervista. La quota dei giocatori, intesa come chi ha praticato almeno un gioco nell’ultimo anno, è pari al 49,7%.

Sebbene la maggior parte degli uomini e delle donne non abbia praticato i giochi elencati, circa il 32% dei maschi e il 30% delle femmine ha acquistato un Gratta e Vinci; il 18% dei maschi e l’11% delle femmine ha giocato al Lotto e/o Superenalotto. Percentuali inferiori al 2% riguardano i giochi praticati nei Casinò, le corse dei cavalli, i giochi online (poker, bingo, roulette, ecc.) e videolotterie (VLT).

I giovani tra i 15 e i 24 anni hanno impegnato denaro nelle scommesse sportive (11,9%), hanno giocato a carte (scopa, briscola, tressette, ecc. escludendo il poker) a soldi (11,1%) e alle VLT nei bar e nei locali (2,6%) più frequentemente rispetto alle altre fasce d’età. Il gioco che caratterizza maggiormente la classe d’età 25-44 e 45-64 anni è il Gratta e Vinci (38,5% vs33,2%), seguito dal Lotto e Superenalotto (rispettivamente 14,3% e 17,9%), quest’ultimo è praticato anche nella fascia d’età 65 e oltre (16,1%).

Il gioco d’azzardo online è praticato soprattutto nelle fasce d’età 15-24 e 25-44 anni (rispettivamente 1,1% e 1,2%). Differenze interessanti riguardano Totocalcio, Totip, Totogol, Corsa Tris, Bingo di sala e Win for Life che sono praticati soprattutto dalle fasce d’età centrale.

Il gratta e vinci è sicuramente il gioco più praticato lungo tutta la penisola e se i giochi di carte e le scommesse sportive sono più praticati nel centro (rispettivamente 7,3% e 5,5%) e sud Italia (rispettivamente 8,4% e 6,4%), al nord si gioca di più al Lotto e Superenalotto (16,1%), a poker (5,7%), al Totocalcio, Totip, Totogol, Corsa Tris, ecc. (5,1%) e al Bingo in sala (4,2%).

Su chi possa aiutare le persone con difficoltà legate al gioco d’azzardo sia gli uomini che le donne (rispettivamente 31,1% vs 27,9%) individuano nello psicologo la figura adatta a fornire un aiuto adeguato; inoltre sia gli uomini che le donne hanno individuato nei servizi del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e nelle strutture afferenti al Privato Sociale (rispettivamente 28,4% e 25,7%) delle buone alternative, cosi come la famiglia è considerata da entrambi i generi un valido sostegno.

Rispetto alla distribuzione per classe d’età i giovani soprattutto vedono nello psicologo la figura più adatta a fornire aiuto alle persone con problemi legati al gioco d’azzardo (35,7%) mentre gli over 65 confidano maggiormente nel medico di medicina generale (10,3%); i servizi dell’SSN e le strutture afferenti al Privato Sociale ricevono l’approvazione soprattutto delle fasce d’età centrali rispettivamente 33,5% e 31,4%)

Tra i vari provvedimenti per limitare i problemi legati al gioco d’azzardo, quello considerato più indicato dagli intervistati è stato l’eliminazione delle slot machine da bar e locali pubblici, (51,8%) e il divieto di fare pubblicità (34,3%).

L’analisi delle differenze di genere evidenzia che sia uomini che donne ritengono il provvedimento di togliere le slot machine dai bar e dai locali pubblici (54% donne e 50% uomini) il più indicato. Le donne esprimono, inoltre, la loro preferenza per provvedimenti quali: fornire maggiori informazioni sui danni del gioco d’azzardo (29% vs 25%) e permettere il gioco solo in spazi dedicati (15% vs 14%). Provvedimenti ritenuti utili più dagli uomini che dalle donne sono: il divieto di fare pubblicità (35% vs 33%), le iniziative di prevenzione nelle scuole (31% vs 30%), la limitazione del tetto massimo delle giocate (30% vs 28%) e del numero delle sale giochi nel territorio o del numero di apparecchi per abitante (26,4% vs 26,7%), la riduzione della visibilità dei giochi su Internet (18,8% vs 17,3%) e l’obbligo di usare la tessera sanitaria per utilizzare le VLT (14% vs 13,3%).

Le quattro fasce d’età considerate si sono trovate sostanzialmente d’accordo sui provvedimenti indicati per limitare i problemi legati alla dipendenza da gioco d’azzardo. I provvedimenti citati più frequentemente sono quelli di togliere le slot machine dai bar e dai locali pubblici e di vietare la pubblicità al gioco d’azzardo.

Le attività di prevenzione nelle scuole sono ritenute un utile provvedimento soprattutto dagli abitanti del centro Italia (34,8%) e del meridione (30,3%). La limitazione del numero degli apparecchi da intrattenimento sul territorio trova d’accordo soprattutto il settentrione (27%) e il centro (28,9%), così come la limitazione del gioco in spazi dedicati (rispettivamente 17,3% e 16,2%). Limitare il tetto massimo delle giocate è un provvedimento che mette d’accordo soprattutto gli italiani del centro (32,6%) e del meridione (30,8%), così come fornire maggiori informazioni sui danni del gioco d’azzardo (rispettivamente 30% e 27,9%).

Le difficoltà economiche da fronteggiare sono ritenute la motivazione principale da donne (36,2%) e da uomini (34%), a seguire il disagio sociale (femmine 32,6% vs maschi 31,3%). Le donne più degli uomini dichiarano che vivere un momento di particolare difficoltà possa essere un fattore scatenante (femmine 26,4% vs maschi 23,9%).

(Fonte: Agimeg) A. Bargelloni

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