La risposta di Sapar a Di Maio: “I concessionari e le multinazionali non li ha mai tassati, perchè del gioco di Stato lei ha bisogno”

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“Noi, caro ministro, siamo sempre in attesa di sapere da lei quale è la legge, o il comma, o il decreto in cui ha tassato le multinazionali. Non lo ha mai fatto perchè ha sempre e solo tassato l’ultima ruota del carro. Le piccole e medie imprese, l’ultimo miglio produttivo della filiera”. E’ la replica al vetriolo dell’associazione Sapar all’intervento del vicepremier Di Maio a Campobasso (http://cifonenews.it/campobasso-di-maio-abbiamo-tassato-le-lobby-dellazzardo-litalia-aveva-il-gioco-meno-tassato-in-europa-ora-e-il-piu-tassato/) a favore del candidato sindaco pentastellato, Roberto Gravina. Di Maio in quell’occasione ha dichiarato: “abbiamo fatto una legge di Bilancio che ha trovato diversi miliardi di euro da dove nessuno ha avuto il coraggio di mettere le mani prima. Come il gioco d’azzardo. L’Italia aveva il gioco meno tassato in Europa, ora è il più tassato. Abbiamo abolito la pubblicità sul gioco d’azzardo. Vi dico tutto questo perchè magari a qualche barista che aveva le slot adesso non conviene più e ha messo in piedi anche una protesta con un cartello sugli apparecchi con su scritto ‘questa slot è spenta così Di Maio non può finanziare Quota 100’. Io rispondo tienila spenta così tanta gente spenderà i propri soldi nei negozi, nell’economia reale invece che buttarli lì dentro. Non è colpa loro, sono stati strumentalizzati da grandi compagnie multinazionali che sono venute a fare il bello e il cattivo tempo in questo Paese, a fare ciò che volevano con il gioco d’azzardo”.


Un intervento che ha ottenuto il dissenso dell’associazione, la quale in una nota ha così commentato: “La lotta ai gestori (e non alle multinazionali), la lotta ai piccoli esercenti (e non alle multinazionali), la lotta a decine di migliaia di dipendenti (e non alle multinazionali), sembra essere il sempreverde del ministro. Ovviamente le cose non stanno come le racconta lui, ma pare che dire cose veritiere sul nostro settore non sia una priorità per il ministro. Noi, caro ministro, siamo sempre in attesa di sapere da lei quale è la legge, o il comma, o il decreto in cui ha tassato le multinazionali. Non lo ha mai fatto perchè ha sempre e solo tassato l’ultima ruota del carro. Le piccole e medie imprese, l’ultimo miglio produttivo della filiera.
Lo ripetiamo sperando di essere chiari: ‘I concessionari e le multinazionali non le ha mai (dico mai) tassati’. E ad onor del vero prima del suo folle aumento di tassazione eravamo già i più tassati d’Europa.
Se vuole le macchine da gioco le può spegnere in 10 minuti con un decreto. E non lo fa, e preferisce spremere 150.000 onesti lavoratori perchè la verità è che del gioco di Stato lei ha bisogno”, conclude Sapar.

La Redazione

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