Garrisi (Stanleybet): “Lanciata la nuova piattaforma di proprietà per le scommesse. Al momento puntiamo ad espanderci e non a vendere”

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Ho notato grinta, passione e dedizione dei lavoratori Stanleybet per lo sviluppo e l’implementazione del vostro prodotto. Gli utenti Stanleybet possono sempre quindi contare su un prodotto all’avanguardia ed in movimento?

Il dipartimento di tecnologia a Liverpool occupa 80 persone e, come Lei ha avuto la possibilità di vedere, tutto il secondo piano del palazzo Stanley. È il laboratorio dove vengono pensati, prodotti e assemblati gli strumenti hardware e software per i nostri negozi. Si, certo! È nostro dovere dare ai nostri operatori in tutta Europa, da Copenagen a Cipro, prodotti all’avanguardia ed in continuo sviluppo. C’è poi il lancio a livello internazionale, che avverrà ad ICE Londra il prossimo anno della nuova realtà Magellan Robotech, società del gruppo per operazioni B2B. Abbiamo presentato ad Enada il nuovo prodotto virtual ‘Trident’ pensato e sviluppato con il supporto e la passione dei migliori operatori del mercato,  che sarà commercializzato da Magellan Liverpool in tutto il mondo.

Sembriamo grintosi ed appassionati? Non è forse Perché abbiamo ottimi motivi  per esserlo? E il mercato ci sente e si muove verso la Stanley. Vogliamo condividere la percezione della nostra capacità di unire i migliori capacità del settore. Perché, specialmente in Italia si riesca, di nuovo, ad essere capaci di sognare.

Numeri importanti per la vostra società arrivano anche dall’online. La conferma che puntate anche su questo segmento arriva anche dal lancio della vostra piattaforma di scommesse?

Si, la nostra attività online si sta avviando in tutta Europa. E bisogna dire che è stata l’Italia ad avviarne il motore. Come è noto la Stanley ha una licenza online ADM ed è quindi pienamente legittimata ad operare. La scorsa settimana siamo passati da una piattaforma gestita da un provider esterno alla nostra piattaforma proprietaria.  Contemporaneamente si è concluso un nuovo processo di certificazione di fronte alle autorità belghe e abbiamo ottenuto in Belgio anche la licenza Online. In Belgio siamo già da anni autorizzati sul terrestre e abbiamo un fiorente business retail con 300 negozi. Siamo presenti con l’online anche in Romania, dove siamo stati la seconda compagnia, in ordine di tempo, a conseguire la licenza per tale canale. Presenza retail: oltre 450 shop con personale Stanley.

I risultati di crescita del segmento online in Italia possono essere definiti  straordinari. Lo dicono gli stessi dati ADM. È chiara in tutti noi la consapevolezza che è avvenuto lo start up di un importante processo, e che siamo all’inizio, ma proprio solo all’inizio, di una nuova grande avventura.

È vero che negli ultimi mesi ci sono state trattative tra Stanleybet ed alcune società italiane per possibili operazioni di collaborazione/acquisto?

Collaborazione ci può sempre essere e devo dire che ad Enada si è respirata una nuova aria. Gli operatori hanno preceduto le autorità e ora percepiscono la Stanley come un operatore pienamente legittimato e con cui poter parlare e collaborare. È chiaro che in un contesto in cui il mercato in Italia è molto poco dinamico, la compagnia potrebbe essere percepita come una opportunità. Non credo però che sia il momento giusto per passare la mano in un contesto che ci vede sempre più vicini all’autorità italiana e sempre più performanti nei territori esteri, con un occhio ormai anche oltre oceano, Stati Uniti e Sud America. Dove è John Whittaker in questo momento? A Miami, in Florida, insieme a Mike Kershaw, CEO di Stanley negli anni 90 del secolo scorso, che ora vive là e sta proponendoci l’entrata negli Stati Uniti.  Anche se alla fine ogni cosa dipende dal prezzo, devo dire che mi sembra che siamo un pochino troppo eccitati per pensare alla vendita. O no?

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