L’Austria dichiara guerra al gioco d’azzardo illegale, chiudendo 30 società

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L’Austria dichiara guerra al gioco d’azzardo illegale, confiscando 109 slot, chiudendo 30 società e sanzionando per oltre 667 mila euro. A renderlo noto Patrizia Zoller-Frischauf, funzionaria per il controllo del gioco d’azzardo. I controlli vengono effettuati in collaborazione con la polizia finanziaria; la cooperazione è stata intensificata a livello nazionale.

Con 14 imprese chiuse e 37 macchine da gioco confiscate, il capoluogo di provincia di Innsbruck guida la classifica dei distretti tirolesi. Segue il distretto di Schwaz con otto chiusure e 23 macchine da gioco confiscate, mentre nel distretto di Kitzbühel sono state chiuse quattro società e sono stati sequestrati 17 dispositivi.

“Per quanto riguarda la polizia, in ogni distretto, è stata impartita una formazione speciale a vari funzionari pubblici per rafforzare l’attività di controllo” spiega la consigliera. In Austria, Con il ripristino della legge statale sull’attività delle società di scommesse nel luglio 2019, i requisiti sono stati rivisti. “Abbiamo utilizzato l’esperienza acquisita nella lotta contro il gioco d’azzardo per far sì che non ci sia più spazio per il gioco d’azzardo illegale”, ha aggiunto. Tra le altre cose è stato introdotto il divieto del cosiddetto ‘accesso tramite campanello’. Il locale di gioco deve essere liberamente accessibile, l’apertura ai soli clienti selezionati è vietata. Inoltre, sono state attuate le disposizioni della direttiva UE sul riciclaggio di denaro.

A livello federale, la Zoller-Frischauf desidera rafforzare ulteriormente la legge. La durata della chiusura di un esercizio pubblico deve essere estesa da uno a tre anni e non deve essere solo una minaccia al primo reato, ma deve essere eseguita immediatamente. È necessario abbreviare il periodo decisionale dei tribunali amministrativi statali per chiusure le imprese da sei a due mesi. “Con queste modifiche – spiega – il gioco d’azzardo illegale potrebbe essere contrasto  in modo ancora più efficiente e la certezza del diritto e la chiarezza del diritto potrebbero davvero prevalere”.

La Redazione

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