Le accuse di un lavoratore a Endrizzi (M5S): “Quando qualcuno si toglierà la vita capirà cosa sta facendo”

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“Endrizzi io mi chiedo se lei pensa mai ai 150 mila lavoratori del gioco legale. Se nella sua visione del mondo queste persone debbano ritrovarsi sotto un ponte o su una panchina a morire di fame”. Amare le parole di un lavoratore del comparto del gioco legale che nei giorni scorsi scriveva al senatore cinquestelle: “Molte piccole ditte stanno già chiudendo. Forse quando leggerà di qualcuno che si è tolto la vita perchè lei gli ha tolto la possibilità di lavorare, capirà quello che sta facendo. Non salverà dei giocatori. Chi gioca può farlo da un telefono o a casa da un pc, o finirà in una qualche bisca in mano alla criminalità organizzata. La libertà di scelta e non il proibizionismo, l’educazione sociale e non i divieti. Ogni singolo lavoratore di awp non merita questa gogna mediatica, questo suo astio verso un settore che dà lavoro a tanti italiani”. 

Non ci sta alle accuse il senatore Endrizzi e replica: “Credo non abbia letto le mie dichiarazioni a tutela dei lavoratori di un settore che vorrei convertito all’intrattenimento vero, senza vincita e non ucciso”. A settembre infatti Endrizzi scriveva un lungo post sul proprio profilo Facebook in cui parlava di riconversione del gioco e aggiungeva: “il ricatto occupazionale in questo settore mi pare proprio fuori luogo”.

La Redazione

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