Lettera del presidente provinciale Acli di Piacenza al sindaco: “A che punto è l’applicazione della delibera regionale sul gioco d’azzardo?”

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Il presidente provinciale dell’Acli di Piacenza in una lettera aperta al sindaco ha chiesto chiarimenti circa la legge regionale sul gioco.

“A che punto è l’applicazione della delibera regionale sul gioco d’azzardo che introduce limiti e divieti alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi?Per porre qualche limite alla diffusione di tale patologia, come Lei ben saprà – scrive – la Giunta della Regione Emilia Romagna, con delibera n° 831 del 12 giugno 2017, che ha come oggetto “Modalità applicativo del divieto alle gioco e alle sale scommesse e alla nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito“, ha chiesto a tutti i Comuni della Regione, entro sei mesi dalla data di pubblicazione della delibera: di eseguire una mappatura dei seguenti locali; sale giochi e sale scommesse situate a meno di 500 metri dai luoghi sensibili; esercizi commerciali, di somministrazione di alimenti e bevande, aree aperte al pubblico, circoli privati ed associazioni, esercizi autorizzati ai sensi degli art. 86 e 88 che ospitano apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps, situati a meno di 500 metri dai luoghi sensibili; indicava cosa intendere per luoghi sensibili; definiva le modalità di misurazione delle distanze. Successivamente, dopo la mappatura, era compito delle amministrazioni dare applicazione alle successive indicazioni della delibera, che prevede, sulla base della mappatura: di comunicare ai titolari delle sale gioco e sale scommesse ricadenti nel divieto di esercizio (locale situato a meno di 500 metri dai luoghi sensibili) l’adozione, nei successivi sei mesi, dei relativi provvedimenti di chiusura; ai titolari degli altri esercizi con apparecchi per il gioco d’azzardo di cui all’art. 110 comma 6 del Tulps, ricadenti anch’essi nell’area situata a meno di 500 metri dai luoghi sensibili, il divieto di installazione di nuovi apparecchi e il divieto di rinnovo dei contratti di utilizzo alla loro scadenza; al fine di consentire la progressiva delocalizzazione delle sale gioco e delle sale scommesse, agli esercenti che intendano proseguire la propria attività in zone non soggette a divieto di concedere una proroga fino ad un massimo di ulteriori sei mesi rispetto al termine per l’adozione del provvedimento di chiusura. Egr. sig. Sindaco – ha concluso il presidente – i tempi sono scaduti e pertanto Le chiedo, a nome delle Acli provinciali di Piacenza, se ha provveduto a dare seguito a quanto deliberato nell’ordinanza regionale e qual’è la situazione attuale nel Suo Comune. E’ evidente che questo è solo un primo passo, sicuramente insufficiente per una valida azione di contrasto al gioco d’azzardo, per cui Le chiedo anche se e quali altre misure intende adottare”.

La Redazione

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