L’europarlamentare Martusciello sul divieto delle ticket redemption: ” Il gioco senza vincita in denaro è puro e semplice divertimento per famiglie”

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Il divieto delle ticket redemption (http://cifonenews.it/giochi-lemilia-romagna-vieta-ai-minorenni-luso-delle-ticket-redemption/) legiferato in alcune regioni lascia molto discutere. Questa volta a dire la sua è l’europarlamentare Fulvio Martusciello: “Un intero comparto, importante per l’economia italiana e fonte di lavoro per centinaia di famiglie è a rischio di estinzione. Il gioco senza vincita in denaro va distinto da quello che invece lo prevede e va trattato, in primis dal punto di vista normativo,  per quello che è: puro e semplice divertimento per famiglie, senza controindicazioni. Si cade, diversamente, in un equivoco che rischia di condannare a morte un intero settore produttivo della nostra economia. Una superficialità che può portare alla perdita di lavoro per centinaia di famiglie. I demagogici provvedimenti che si stanno prendendo in alcune regioni italiane, se applicati, metteranno completamente  in ginocchio un intero comparto: vogliono infatti vietare ai minori di 18 anni le cosiddette ticket redemption, ovvero quei giochi che in base all’abilità del giocatore permettono la vincita di piccoli premi, attrazioni che, assieme a videogiochi, flipper, kiddie rides, gru che pescano giocattoli, tiri al gettone, costituiscono la principale fonte di divertimento delle nostre tradizionali sale giochi, una volta frequentate prevalentemente da adolescenti, oggi invece perlopiù luogo prediletto da nonni e nipoti, che qui trovano una sorta di luogo protetto. Gestori di sale giochi, produttori e distributori: come può reggere un settore che ruota attorno al gioco per i bambini, i ragazzi e le loro famiglie, se le sue principali attrazioni vengono vietate ai minorenni?”.

“Tutto questo oltretutto – conclude Martuscello – avviene senza alcuna evidenza o ipotesi scientifica che attesti alcuna forma di ludopatia o dipendenza legata a questi giochi. Anzi, penalizzare chi offre un sano divertimento per le famiglie di fatto è un incentivo per i più piccoli al gioco in casa con console, che è l’anti socializzazione, e per i maggiorenni a fare magari esperienza di gioco con vincita in denaro. Non solo è evidente l’ingiustizia  di provvedimenti che puniscono un settore per responsabilità che non ha, ma è anche chiara la svista formale per cui sono le Regioni a legiferare sul tema, avendo non si capisce su quali basi stabilito che la questione è di salute. La politica tutta, regionale, nazionale ed europea,  – ribadisce con forza l’europarlamentare – deve farsi carico del problema, invertendo la marcia e garantendo al comparto chiarezza e rigore e, conseguentemente, equità”.

La Redazione

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