L’inchiesta sul gioco d’azzardo dietro l’omicidio Caruana Galizia

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 Con l’arresto di Yorgen Fenech, accusato di essere il presunto mandante dell’omicidio della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia, si è scoperto un vaso di Pandora. Al centro il gioco d’azzardo. A confermarlo alle telecamere di ‘Presa Diretta’ il figlio della giornalista maltese secondo cui “tra le cause dell’omicidio della madre ci sarebbe anche un’inchiesta sul gioco d’azzardo”. Come riporta L’Avvenire “La riconducibilità di Fenech al gioco online con la 17 Black, fondo domiciliato a Dubai e collegato agli interessi di alti esponenti del gabinetto Muscat è emersa solo un anno fa grazie al lavoro del “Daphne project”, indagine giornalistica permanente, nata dalle piste aperte proprio dalla Caruana Galizia: nella primavera del 2017, la giornalista aveva denunciato sul suo blog ‘Running time’ l’esistenza di tale fondo segreto, senza tuttavia individuarne il titolare. Nel febbraio di quest’anno, la 17 Black è nuovamente uscita dall’ombra, accusata in Svezia di far parte di «un vasto network criminale» internazionale. La controllata L&L Europe Ltd è stata privata della licenza di gioco per i Paesi scandinavi”. Oggi a mobilitarsi, oltre all’opinione pubblica, è il coordinamento nazionale e regionale Sicilia della Campagna “Mettiamoci in Gioco” il quale sottolinea ancora una volta come “il settore dell’azzardo sia al centro di interessi illeciti e azioni criminali, circostanza che anche inchieste giudiziarie sul nostro territorio hanno messo in luce”. Per questo si augura “che l’inchiesta maltese possa sollecitare il nostro governo e il parlamento sulla necessità di approvare al più presto una legge quadro che contenga norme assai rigorose in merito alle infiltrazioni criminali nelle imprese dell’azzardo. E’ tempo di tradurre queste proposte in atti di legge e sistemi di controllo adeguati. Anche le amministrazioni locali, le associazioni di categoria e il sistema dell’informazione locale possono svolgere un servizio decisivo per sollevare il problema e alzare la guardia”.

La Redazione

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