Livorno, con il neo sindaco si spera nella riapertura dello storico ippodromo Caprilli.

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Si auspica un lieto fine alla triste storia dell’ennesimo ippodromo italiano chiuso. E’ il caso del Caprilli di Livorno, a due passi dallo stadio di Ardenza, non solo storico impianto sportivo di livello nazionale e internazionale (aprì nel 1894) ma anche polmone verde a pochi passi dal lungomare e per intere generazioni d giovani cuore pulsante delle serate estive. pare che l’elezione del neo sindaco di centro sinistra Luca Salvetti, possa riaprire uno spiraglio di salvezza per l’ippodromo chiuso due anni fa. Ad augurarselo è il presidente del Coordinamento ippodromi Attilio D’Alesio, dichiarando all’indomani del ballottaggio alle amministrative: “L’ elezione di Luca Salvetti a sindaco della città di Livorno, ci fa ben sperare nella riapertura dell’Ippodromo Caprilli, questione molto discussa in campagna elettorale ed obiettivo inserito nel suo programma elettorale. In qualità’ di presidente dell’associazione nazionale Coordinamento Ippodromi, che ha avuto l’onore e l’onere di dirigere quel meraviglioso impianto per oltre trent’anni. Sono a disposizione del nuovo sindaco per collaborare e trovare le migliori soluzioni per la riapertura del Caprilli, nella piena consapevolezza che il ministero delle Politiche agricole collaborerà per il raggiungimento di questo splendido risultato. Livorno e l’ippica italiana non possono fare a meno dell’ippodromo intitolato al grande cavaliere Federico Caprilli”.

Era il dicembre 2017 quando dall’ippodromo livornese furono portati via gli ultimi cavalli, messi i lucchetti alle serrature e pronti i sigilli, mettendo fine a una lunga agonia.  Il curatore fallimentare della Labronica corse cavalli, società tutta pubblica del Comune, sigillò così l’impianto, da mesi in stato di abbandono e vittima di atti vandalici. L’ultima corsa risale al dicembre 2015, da allora le luci non si sono più accese. Sulla “morte” dell’impianto ha pesato la crisi dell’ippica ma si sono aggiunti anche anni di scontri politici, battaglie giudiziarie e polemiche sulle gestioni. Il Comune a guida Pd nel 2012 aveva affidato la gestione trentennale del Caprilli alla pisana Alfea ma dopo alcuni contrasti il caso finì in tribunale.  “Questo luogo ha resistito a ben due guerre mondiali ma nulla ha potuto davanti all’amministrazione Nogarin” aveva dichiarato ai tempi il consigliere Pd Francesco Gazzetti.

Dopo quasi due anni il mondo dell’ippica spera che il Caprilli possa tornare allo splendore di un tempo.

D. Pellegrino

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