Lombardia, presentato l’applicativo Smart per il monitoraggio del gioco

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Presentato nella sede Anci Lombardia, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Sogei, l’applicativo SMART (Statistiche Monitoraggio e Analisi della Raccolta Territoriale del gioco fisico), lo strumento innovativo a disposizione degli amministratori locali per il monitoraggio del fenomeno dei giochi. Attraverso istogrammi e grafici è possibile ottenere una serie di dati dettagliati come il numero di gestori presenti in un determinato territorio o l’offerta di giochi di carattere pubblico o privato. Oppure la tipologia di macchine e terminali che aderiscono a determinate tipologie di gioco.

“L’applicativo SMART consente di monitorare i volumi di gioco negli ultimi tre anni a livello nazionale e locale per singolo ambito di gioco, individua il posizionamento dei locali, gli orari di funzionamento dei vari giochi, la vicinanza a luoghi sensibili come scuole o luoghi di culto” ha spiegato Claudio Costa, direttore Ufficio Monopoli Sogei.

Roberto Fanelli, direttore centrale giochi dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli ha aggiunto “Uno strumento ricco di informazioni utili a programmare interventi e a conoscere nel dettaglio il volume del fenomeno sul proprio territorio. Un applicativo che permetterà a Regioni, Comuni e governo centrale di intervenire in maniera adeguata”.

Graziano Pirotta, presidente del Dipartimento Welfare Anci Lombardia ha sottolineato come “In molti Comuni si è cercato di porre rimedio alla legislazione nazionale per contenere la diffusione del gioco d’azzardo.  Le modalità di gioco nel frattempo sono cambiate e sono quindi necessari strumenti nuovi per monitorare e arginare il fenomeno. L’applicativ SMART o presentato oggi rappresenta un’opportunità molto importante per i Comuni”.

 Domenico Faggiani, responsabile del coordinamento Anci problematiche del gioco ha aggiunto: “I Comuni devono essere parte attiva del processo di riordino del settore del gioco. Sono numerose le proposte arrivate dal governo come con il decreto Dignità che aveva introdotto un comma dedicato al riordino del settore, ma ora siamo in attesa di un quadro legislativo definitivo che abbracci tutte le norme messe in campo da regioni e Comuni. In assenza di leggi nazionali, e a fronte di una molteplicità di leggi regionali, i comuni necessitano di un quadro d’insieme affinché si possano attrezzare e programmare una gestione adeguata del gioco anche attraverso nuove risorse, prevedendo per esempio anche una compartecipazione per i Comuni alle risorse derivanti dal gioco da utilizzare per la formazione e del proprio personale. Sono due le priorità: da un lato il riordino attraverso la riqualificazione del gioco e dall’altro la necessità di affrontare in maniera seria la presa in carico dell’aspetto patologico del gioco. L’Istituto Superiore di Sanità ha già elaborato una ricerca che fotografa la situazione in Italia, abbiamo anche la conferma del fondo Gap e un documento unitario della Conferenza delle regioni cui bisogna ripartire con il coinvolgimento dei Comuni. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione, sull’educazione dei giovani, sulla formazione degli operatori del gioco, come ha fatto Regione Lombardia e sull’informazione rivolta agli amministratori”.

La Redazione

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