Lotta al gioco d’azzardo e contrasto al gap in Italia diventano cavalli di battaglia per i candidati sindaci, da CasaPound alle liste civiche

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Pare che la lotta al gioco d’azzardo e il contrasto al gap siano diventati i cavalli di battaglia dei candidati sindaci nei diversi comuni d’Italia che si avvicinano alle amministrative.

Da Cesena Antonio Barzanti, candidato sindaco per CasaPound, grida alla riduzione delle imposte comunali per gli esercizi che non installano apparecchi elettronici per il gioco d’azzardo. Anche a Occhiobello, in provincia di Rovigo la candidata sindaco Sondra Coizzi, promette: “Contrasterò i tutti i modi legalmente possibili il proliferare di questi generi di intrattenimento, che comportano, in troppi casi, conseguenze devastanti sulla psiche e sui patrimoni delle persone più deboli: compito di un Sindaco è tutelare la salute pubblica, in ogni sua espressione, in modo particolare nei confronti di chi è più esposto ai rischi di tipo sociale e psicologico. Che Occhiobello sia divenuto famoso per la proliferazione delle sale slot e non per altre tipologie d’impresa è una carta d’identità che è ora di cambiare. Sono molto orgogliosa e soddisfatta – ha aggiunto – del risultato raggiunto in Consiglio Comunale, ovvero dotarsi di un regolamento per le sale vlt e le slot machine attive nel territorio di Occhiobello. La necessità di regolamentare l’utilizzo delle cosiddette macchinette era comparsa sul tavolo della Quinta Commissione, da molti mesi, grazie all’interessamento di associazioni del territorio e con l’appoggio delle forze di opposizione in Consiglio. Le tempistiche di accensione delle macchinette slot sono state definite secondo il sistema di utilizzo con orario spezzato. Il gioco su monteore diviso tra due blocchi, con pausa centrale, va in aiuto soprattutto del ludopatico, perché gli impone di staccarsi obbligatoriamente dal vortice della scommessa. L’ascolto di esperti, psicologi, sociologi presentati dalle associazioni, è stato fondamentale per spiegare i rischi di un orario continuato, a cui la Commissione nel penultimo suo incontro sembrava volesse considerare fattibile, verso il quale ho espresso comunque la mia contrarietà”.

D. Pellegrino

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