Macquarie Bank vieta l’uso delle carte per il gioco d’azzardo.

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La Macquarie Bank australiana vieta l’uso delle sue carte di credito per il gioco d’azzardo. Una scelta etica fatta dal principale istituto bancario dell’Australia ed entrata in vigore dal primo luglio. In base alle modifiche effettuate dalla banca, qualunque transazione classificata come “gioco d’azzardo” ai sensi dei codici di commercio, viene bloccata in maniera automatica. Una politica messa in campo per la prevenzione del gioco d’azzardo patologico considerando che, secondo i dati dell’Australian Gambling Statistics, gli australiani sono i più grandi giocatori d’azzardo del mondo in termini pro capite, con un importo netto di 24 miliardi di dollari australiani (pari a circa 17 miliardi di dollari) spesi nel 2016-2017. Le puntate sulle macchine da gioco elettroniche (videopoker) costituiscono la metà di questa cifra.

Non solo la Macquarie Bank ma anche altre istituzioni finanziarie come American Express, Bank of Queensland, Citibank, Suncorp Bank, Virgin Money e Bendigo Bank, vietano già l’uso di carte di credito per il gioco d’azzardo. Il meccanismo è sempre lo stesso: blocca le transazioni con gli operatori del gioco d’azzardo registrati con il codice categoria ‘commerciante scommesse/gioco d’azzardo casinò’.

Natalie Wright, direttore dell’ufficio per il gioco responsabile Nsw (New South Wales Responsible Gambling Fund Trust), intervenendo sull’efficacia di questi cambiamenti da parte di Macquarie spiega che “Il gioco responsabile significa solo giocare con ciò che puoi permetterti di perdere. Nel nostro invito alla comunità sconsigliamo sempre di prendere in prestito denaro per giocare d’azzardo, sia attraverso una carta di credito o un prestito, sia prendendo in prestito denaro da familiari o amici. Il gioco d’azzardo con il credito è stato un problema identificato dalla commissione reale per cattiva condotta nel settore bancario, delle sovvenzioni e dei servizi finanziari, ed è un problema per alcune persone. [..] Ciò contribuirà a impedire alle persone di giocare d’azzardo con il credito, ma è importante che ci siano una serie di strategie che le persone possono utilizzare in base alle loro circostanze individuali”. Secondo la Wright infatti esisterebbero, oltre alla decisione presa dalla Macquarie altre strategie per gestire il gioco d’azzardo come l’autoesclusione e l’imposizione di limiti di transazione o limiti di prelievo di contanti sui conti bancari. “Esiste un potenziale per le banche – ha spiegato – per fare di più in questo spazio per integrare gli interventi di minimizzazione del danno dell’industria e dei governi. Ciò potrebbe avvenire attraverso limiti di transazione, blocchi di gioco o blocchi di transazioni in contanti, che non consentono affatto le transazioni di gioco, o attraverso il supporto e la sensibilizzazione che forniscono alle persone in difficoltà finanziarie o che richiedono supporto in relazione al gioco. Riteniamo – ha concluso la Wright – che ci sia un grande potenziale per noi di lavorare con le banche su questo tema. Contatteremo le istituzioni finanziarie del Nuovo Galles del Sud per lavorare con loro per identificare le opportunità per loro di supportare le persone colpite dal gioco d’azzardo e per supportare la prevenzione e l’intervento precoce attraverso i loro sistemi e servizi esistenti”.

La Redazione

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