Malumore degli imprenditori del gioco: “Perché non li cercate altrove i fondi necessari per coprire le promesse elettorali?”

96 0

Il malumore degli imprenditori del settore giochi si trasforma in rabbia. E’ di questi giorni l’appello del Sapar, Domenico Distante, alle organizzazioni settoriali per mercoledì 23 gennaio a Roma coinvolgendo decine di migliaia di lavoratori e di piccole imprese e proclamare lo stato di agitazione.

Nel frattempo sui banchi del Governo, Camera dei deputati, Senato e Centro studi dei due rami del Parlamento arriva una nota in cui si legge: “Dai gestori non arriverà il 20 percento del Preu sulle slot, infatti ora paghiamo già il Preu elevatissimo al 21,60 percento + Adm e rete , con ultimo aumento del 1,35 percento (legge Stabilità 2019) e al 1° maggio aumenterà di un altro 0,35 percento (decreto Dignità), lo sa questo?? Cosa volete aumentarlo ulteriormente, ma quale piccola tassa?? Sapete far di conto??”. 

E’ quanto si legge nelle mail inviate in queste ore da un gruppo di imprenditori del settore del gioco “sull’assurdità di un ulteriore incremento del prelievo erariale sulle giocate alle slot così come prevederebbe l’ultimo decreto che introduce il reddito di cittadinanza”.“Il comparto del gioco lecito settore Awp/slot è pronto a scendere in piazza contro l’ennesima batosta in finanziaria: tassazione preu al 20,6 percento + 0,8 percento Adm e +1 percento rete è pari al 75 percento del residuo che lo Stato incamera e con un ulteriore abbassamento del pay out a sfavore del giocatore”, si legge ancora nella lettera. “Con l’aumento previsto, più quello di maggio, si arriverà al 22,5 percento + 1 percento rete = 23,5 percento (arriviamo a una tassazione del 79 percento ) e gli apparecchi awp con percentuale di vincita al 68 percento non sono in commercio e quando lo saranno la filiera non avrà marginalità per sostituirli (ricordiamoci che nel 2020 vanno ricambiati per l’introduzione della tessera sanitaria e poi ancora per l’introduzione delle awp da remoto). Perché non li cercate altrove i fondi necessari per coprire le promesse elettorali?”, concludono gli imprenditori.

D. Pellegrino

Nessun commento

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *