Massa Carrara lotta al gioco d’azzardo

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L’incidenza del gioco d’azzardo nella economia territoriale toscana è stata presa in seria considerazione nella ricerca di interventi strutturali risolutivi. I 306 milioni di euro sperperati nel solo anno 2016 nella provincia di Massa – Carrara, hanno posto un accento sulla necessità impellente di porre in atto validi strumenti per frenare un mercato, quello del gioco, ormai quasi senza controllo. La situazione non muta se considerata a livello regionale, dove la spesa in macchinette e scommesse è di poco inferiore ai 6 miliardi di euro.

Pentastellati danno voce al disagio

Prendere atto della oscura situazione che emerge dai dati forniti dai Monopoli di Stato, dove una porzione consistente del reddito delle famiglie viene fagocitata dalle macchinette e dal gioco, deve essere solo il primo passo seguito necessariamente da azioni di formazione, informazione e prevenzione. Nella nota stampa del movimento vengono sottolineati gli aspetti più preoccupanti da prendere in seria considerazione senza ritardo. Innanzitutto la sottrazione dei flussi economici dall’economia virtuosa e trasparente per essere consegnati a settori invisibili per poi essere facilmente reinvestiti nei mercati illegali. Mafie e organizzazioni criminali attraverso slot, lotterie gratta e vinci, vlt, hanno a disposizione uno strumento formidabile per ripulire il denaro cd “sporco”. L’allarme più inquietante deriva inoltre dall’età sempre più bassa dei soggetti preda del vizio del gioco. Il numero dei minorenni attratti dalla “vincita facile” è in palese aumento, con relativa dispersione di risorse umane, sociali, economiche.

ANCI Toscana e l’esperienza sulla ludopatia

Essenziale e preziosa l’esperienza accumulata dall’ANCI Toscana sulla ludopatia, sempre in prima linea a rappresentare un supporto per le fasce più deboli e disagiate. L’azione, in sinergica collaborazione con altri enti interessati quali il sociale, sanitario, può giungere dove i canali istituzionali si fermano. La conoscenza e il monitoraggio del territorio diventa infatti elemento imprescindibile a favore delle tante associazioni per agire a diretto contatto dei “deboli”, prevenendo e, se necessario, curando.

Ipotesi di Regolamento

Il fac-simile di Regolamento Comunale sul Gioco Lecito smistato dall’ANCI, oltre a essere una lodevole e propositiva iniziativa, introduce nuovi siti e spazi ai “luoghi sensibili” già individuati nella Legge Regionale 57/2013. Ai preesistenti luoghi di culto, centri di aggregazione giovanile, scuole di ogni ordine e grado, strutture sanitarie, centri sportivi, vengono aggiunti i locali comunali, i parchi pubblici, i terminal autobus e stazioni ferroviarie, gli sportelli bancari e le attività compro oro. Innovativa la proposta circa l’obbligo di formazione obbligatoria dei gestori, chiamati così ad un diretto vaglio sulla ipotetica predisposizione dei soggetti con cui sono a contatto a cadere nella spirale del gioco d’azzardo patologico. Una siffatta preparazione porterebbe a una necessaria attività di prevenzione da concertare principalmente  con le risorse socio assistenziali già presenti.

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