Maxi operazione Adm, 1500 slot controllate. Tante le irregolarità schede

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Più di mille slot, dello stesso produttore, controllate negli ultimi due giorni da oltre quaranta  funzionari dell’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM), coordinati dalla Direzione generale e dal Gruppo operazioni centro periferia in una maxi operazione. Le regioni interessate sono Friuli,  Veneto,  Emilia Romagna,  Lombardia,  Marche e Toscana. Come riporta l’Avvenire (https://www.avvenire.it/attualita/pagine/monopoli-maxi-controllo-delle-slot-in-sei-regioni-mille-sequestri) “Sono già emerse irregolarità significative da un punto di vista amministrativo tributario ma si sta approfondendo anche l’esistenza di reati. Le schede degli apparecchi sarebbero state modificate per non registrare parte delle “giocate” e quindi pagare meno tasse. Una vicenda recente, legata anche all’epidemia e al lockdown. Le schede, infatti, non sono più vecchie di metà agosto, e forse sono un trucco per tentare di recuperare gli introiti persi durante il periodo di chiusura forzata.

“L’operazione – ci spiega Luca Turchi, Dirigente Ufficio Controlli Giochi – Direzione Antifrode e Controlli dell’Adm – nasce da un motivo generale e da uno particolare. Abbiamo capito che in questa fase qualche furbetto pensa che ci siano meno controlli e prova a sfruttare l’occasione. Invece noi i controlli li continuiamo a tappeto. Ma cambia la tipologia. Più qualitativi che quantitativi. Così abbiamo fatto un po’ di controlli mirati in un paio di regioni che hanno fatto scattare il campanello d’allarme per un particolare segmento di mercato delle slot. E da lì è partita questa attività di prelievo di schede”. Sono quindi state osservate “delle criticità – continua Turchi –   nelle  schede  c’è  qualcosa  che  non  fa  contabilizzare  il  valore  della giocata. Le schede analizzate sono state 1.500, per mille si è valutato che ci fosse la necessità di fare un approfondimento in laboratorio e in ufficio. La scheda può essere uscita dal produttore già truccata, può essere uscita pulita e poi ritoccata dopo dal gestore o dal titolare dell’esercizio commerciale”. Ma c’è anche altro. “Dovremo capire – spiega ancora Turchi – se c’è stata una manomissione rispetto al prototipo consegnato agli organismi, una decina, che per conto dell’Amministrazione ne verificano la conformità. O se c’è stata una cattiva verifica”. Ma che qualcosa non vada è già chiaro. “Altrimenti – insiste Turchi – non avremmo messo in piedi un’operazione di questo tipo che è nata proprio dalla segnalazione di anomalie da parte dei nostri funzionari sul territorio”.

La Redazione

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