Mipaaf: ecco i criteri di erogazione sovvenzioni ippodromi

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Dopo l’ok alle sovvenzioni agli ippodromi (http://cifonenews.it/riforma-dellippica-al-via-decreto-sovvenzioni-ippodromi/), il ministero delle Politiche agricole ha pubblicato il decreto “Criteri e modalità attuative per l’erogazione alle società di corse delle risorse” ossia il testo che  disciplina i criteri di ripartizione, tra le società di corse riconosciute dal Ministero per il perseguimento di uno o più dei seguenti obiettivi: a) miglioramento e ammodernamento degli impianti degli ippodromi gestiti dalle società di corse riconosciute; b) adeguamento delle strutture dell’ippodromo, volte ad assicurare la loro agibilità, la sicurezza ai sensi delle vigenti norme, e il benessere degli animali; c) realizzazione di investimenti volti ad elevare l’attrattività per il grande pubblico nonché al fine di garantire la sicurezza socio-sanitaria. Secondo quanto si legge nel decreto del Mipaaf “le società di corse devono possedere, all’atto di presentazione della domanda, i seguenti requisiti di ammissibilità: a) appartenenza alla categoria delle piccole e medie imprese (di seguito Pmi), anche organizzate in reti di imprese, che soddisfano i criteri dell’allegato I del regolamento (Ue) n. 651/2014; b) essere iscritte al registro delle imprese (Rea) al momento della presentazione della domanda di partecipazione; c) essere in attività al momento della presentazione della domanda e in regola con i versamenti relativi ai contributi previdenziali obbligatori previsti dalla normativa vigente; d) rispettare le norme dell’ordinamento giuridico italiano in materia di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e delle malattie professionali, della sicurezza sui luoghi di lavoro, dei contratti collettivi di lavoro; e) risultare autonome tra di loro ai sensi della normativa vigente e nel rispetto della definizione di Pmi e risultare coerenti con la definizione di impresa unica di cui all’articolo 2 del Regolamento (UE) 1407/2013; f) non essere destinatarie di un ordine di recupero pendente a seguito di una precedente decisione della Commissione europea che dichiara gli aiuti illegittimi e incompatibili con il mercato interno; g) non avere già beneficiato di altri aiuti pubblici a valere sulle medesime spese ammissibili sostenute e/o sul medesimo progetto presentato, nel rispetto della normativa comunitaria e statale; h) non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione (anche volontaria), di amministrazione controllata, di concordato preventivo o in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la normativa vigente”. Per quanto riguarda l’erogazione “Il contributo totale per ogni singolo ippodromo è determinato con l’adozione di un criterio proporzionalmente lineare tra tutte le società di corse che ne hanno diritto, ovvero con l’applicazione del valore percentuale – pari al rapporto “valore medio delle sovvenzioni percepite dalla società” / “valore medio delle sovvenzioni totali erogate alle società di corse” nel triennio 2017-2019 – al valore delle risorse totali disponibili di cui all’articolo 3, comma 1. 2. In caso di rinunce o di non erogazioni delle predette risorse a qualsiasi titolo, la sopravvenienza, per il 60 percento destinata alla disciplina del trotto e per il 40 percento alla disciplina del galoppo sarà ridistribuita, in parti eguali tra tutte le società di corse appartenenti alla medesima disciplina. 3. Le società di corse hanno la facoltà di chiedere l’erogazione anticipata, fino all’80 percento della risorsa assegnata, previa presentazione di una fideiussione per un valore pari al 110 percento della somma richiesta.

La Redazione

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