‘Nomadi Horse Village’: riqualificazione di aree dismesse. Il progetto di Celin

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Riqualificare le aree industriali dismesse, i campi Rom, trasformandoli in ‘Nomadi Horse Village’. E’ questo il progetto di Sergio Celin, portavoce del Comitato padovano contro il doping e la macellazione dei Cavalli da corsa, sottoposto all’attenzione della ministra al Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, al presidente Anci, Antonio Decaro e a Massimo Conversano presidente “Opera Nomadi” Roma. L’idea è quella di “creare in ogni città capoluogo i “Nomadi Horse Village”, utilizzando la miriade di aree industriali dismesse che, trovandosi nella maggior parte dei casi in luoghi isolati, non disturberebbero la cittadinanza. Le aree industriali dismesse – spiega Celin – attualmente sono solamente un costo a perdere per le casse dello Stato, dal momento che bisogna controllarle con le forze dell’ordine (perche’ ricettacolo di malavita, spaccio di droga,ecc.) e garantire loro un minimo di manutenzione (spesso sono sotto custodia giudiziaria per fallimento delle aziende)!Queste aree se affidate in comodato gratuito e totalmente esentasse (a loro carico, solo la spesa delle varie utenze), alle popolazioni Nomadi che ne fanno richiesta, previa sistemazione, manutenzione, a loro carico, dove poter costruirci delle case (chi lo desidera,come abitazione puo’ continuare ad usare i Camper,ecc.) potrebbero diventare dei “villaggi” del tutto autogestiti. Qui si potrebbero ospitare in appositi paddock e box dei “pensionati” per Cavalli da corsa di fine carriera (coinvolgendo anche le varie Asl locali per offrire un’assistenza gratuita ai cavalli), aperti al pubblico dietro un’offerta libera (cosi’ da contribuire al loro mantenimento), potrebbero trovare posto anche alcune attrazioni di spettacoli (vedi giostre,ecc.), locali, scuole di equitazione, allevamento di cavalli, ecc. In questo modo oltre a salvare da morte sicura molti di questi poveri e sfortunati cavalli che, nel loro fine carriera, dopo essere stati “spremuti” e spesso anche dopati negli ippodromi, per alcuni “pseudo/proprietari” diventano solo dei costi a “perdere”, offriremmo anche la possibilità di un lavoro e di integrazione sociale per le popolazioni Nomadi! Elimineremmo una volta per tutte i cosiddetti  “campi Rom” che nessuno vuole sotto casa (esistono solo in Italia questo tipo di strutture!) e che sono considerati un grosso problema sociale per i Comuni (soprattutto i più piccoli) e, contemporaneamente, recupereremmo dal più totale degrado (e spesso anche da vergognose speculazioni edilizie!) molte aree delle nostre città diventate un enorme costo “passivo”per le casse pubbliche! In questo modo daremmo finalmente una dignità a tutti i Nomadi!”

La Redazione

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