Nuovo dpcm, confermata linea rigorista: sport e gioco fermi al palo.

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Linea rigorista quella del governo Draghi sulle misure di contenimento dell’epidemia da Covid. Nessuna riapertura prevista fino a fine marzo: palestre, piscine rimarranno ancora chiuse così come il comparto del gioco ancora fermo al palo. Il nuovo dpcm che entrerà in vigore dal 6 marzo, coprirà anche le vacanze di Pasqua, fino a martedì 6 aprile. E’ netto il ministro nel ribadire al Parlamento la linea della prudenza, in continuità col Conte 2. L’Aula della Camera ha approvato il dpcm con 359 voti favorevoli e 27 contrari.

“Il Governo è qui in Aula con largo anticipo proprio per ascoltare con attenzione proposte e suggerimenti di tutti i parlamentari. Con lo stesso spirito, nei prossimi giorni sarò nelle competenti Commissioni per proseguire anche in quella sede il confronto con tutte le forze politiche”, dice il ministro Speranza. “Parallelamente, continua il confronto con Regioni, PPAA, Associazione Comuni italiani e Unione delle Province italiane. Solo il comune lavoro di tutte le istituzioni può portarci a vincere questa sfida”. 

“Non ci sono le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia, siamo all’ultimo miglio e non possiamo abbassare la guardia”, prosegue il ministro alla Salute presentando il dpcm. “La presenza delle varianti – spiega – condizionerà l’epidemia: la variante inglese è presente nel 17,8% dei casi e sarà presto prevalente e la sua maggiore diffusione rende indispensabile alzare il livello di guardia, ma fortunatamente non compromette efficacia dei vaccini. Le altre due varianti sono più insidiose per la ridotta efficacia dei vaccini. La loro diffusione è minore ma è necessario isolare i focolai”.  “C’è l’impegno del governo a congrui ristori per le attività che stanno soffrendo. Questo deve valere per le mie ordinanze che da ora andranno in vigore dal lunedì e per le misure regionali. Il prossimo dpcm varrà dal 6 marzo al 6 aprile e la bussola sarà la salvaguardia del diritto alla salute”. Per quanto riguarda il vaccino Speranza ha aggiunto: “E’ decisiva la consegna puntuale delle dosi e l’Italia non si rassegna alla riduzione di queste. Con i vertici Ue stiamo esercitando il massimo di pressione verso le aziende affinchè si trovino soluzioni necessarie per aumentare la produzione dei vaccini. Vanno considerate tutte le soluzioni, nessuna esclusa”.

“Le polemiche – ha sottolineato in un altro passaggio il ministro – disorientano i cittadini sempre più stanchi per questa lunga crisi, Insieme all’unità e alla responsabilità è indispensabile dire sempre la verità ai cittadini. Riconfermo un messaggio di fiducia: argineremo il virus con la scienza e il personale sanitario. I ritardi di alcune forniture di vaccini non muteranno l’iter in corso e vediamo la luce in fondo al tunnel”. “Differenziare le misure su base regionale ci consente di agire in modo proporzionale e ci ha permesso di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati, mentre altri paesi Ue ne hanno fatti due o tre. Ritengo sia utile anche alla luce delle varianti, favorire un nuovo confronto in un tavolo tecnico tra Iss e Ministero per delineare il quadro in cui siamo”.

Rimane alta la preoccupazione per le varianti del Covid. Secondo gli esperti di Iss e Cts a metà marzo la variante inglese sarà predominante in tutto il paese.

Le varianti, dunque, spingono la diffusione del Covid – oltre il 30% delle infezioni in Italia è dovuto a quella inglese e a metà marzo sarà predominante in tutto il Paese. Allarme alto, in particolare, nella provincia di Brescia, che diventa così zona “arancione rafforzata”, al pari di 14 comuni dell’Emilia Romagna; crescono poi le zone rosse in diversi territori mentre nelle ultime 24 ore si registrano altri 356 morti, ben 82 più di lunedì, mentre i pazienti ricoverati in terapia intensiva aumentano di 28.

Non ci sta Salvini, nonostante la Lega abbia votato favorevolmente il decreto Covid. “E’ chiaro che da Speranza occorre un cambio di passo, di approccio. Tutela della salute ma affacciarsi alla vita”, ha dichiarato il leader del Carroccio in una conferenza stampa. “Bisogna staccare i figli da questi maledetti telefonini – ha detto in un altro passaggio – io litigo con i miei figli su questo. Ma se loro mi dicono, chiudono i bar, gli oratori, che devono fare? Spero di capire come limitare i danni perchè non vedo l’ora che i nostri ragazzi tornino a giocare sui gonfiabili o andare in giro liberi”.

“Al governo – ha spiegato – farò di tutto perchè ci siano segnali di ritorno alla vita: almeno avremo avvisi di una settimana in settimana”. E sul Covid: “In medio stat virtus. Come tutte le malattie si può curare. Anche le variante sono più contagiose ma non più gravi. Si possono curare a casa”.

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