Oggi cabina di regia per riaperture. Lega: “Accelerare”

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L’Italia si colora di giallo fatta eccezione per la Valle d’Aosta che continua a rimanere arancione. Pian piano si torna alla normalità, e la campagna vaccinale prosegue. Dopo la circolare del ministro della Salute Roberto Speranza che da oggi cancella la quarantena per i cittadini dell’Unione Europea e della Gran Bretagna, ma anche per chi arriva dai territori dell’area Schengen e Israele, tornano i turisti stranieri nelle piazze e nelle strade delle città italiane. I numeri continuano ad essere in miglioramento, come dimostrano i 6.659 casi e le 136 vittime nelle ultime 24 ore, dato quest’ultimo che non si registrava dal 22 ottobre. Attesa oggi la cabina di regia politica nella quale il governo farà il tagliando alle restrizioni in vigore con il possibile posticipo del coprifuoco a mezzanotte. Una ripartenza che conferma quel principio di gradualità e prudenza nelle scelte dell’esecutivo che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha ribadito più volte e che ripeterà nel vertice con i capigruppo di maggioranza nonostante il pressing costante del centrodestra e di buona parte dei presidenti di regione.

Tuttavia la Lega continua a voler premere: “Accelerare sulle riaperture”. Così come il centrodestra che continua ad insistere affinché si anticipi la ripartenza di tutti i settori rispetto a quanto previsto dal decreto, a partire dai bar e dai ristoranti al chiuso. L’Italia ha dati “confortanti che ci permettono di chiedere il ritorno al lavoro, alla libertà e alla vita” dice Matteo Salvini dopo aver riunito ministri, presidenti e sindaci della Lega. Ma è sempre sul coprifuoco che si concentrano le pressioni più forti, con il ministro del Turismo Massimo Garavaglia che parla di “giorni contati” per il tutti a casa: “non funziona per il turismo e mi auguro che si possa dare il messaggio che dai primi di giugno non ci sia più”. Anche Forza Italia, con il capogruppo alla Camera Roberto Occhiuto, ne chiede lo stop. “Servono riaperture vere per tutti i settori, le imprese vogliono lavorare, con i soli ristori il paese non rinasce”. Pressioni alle quali Speranza replica rinnovando la necessità  che le riaperture siano “ponderate, perché non vogliamo tornare indietro”, mentre il leader del Pd Enrico Letta prosegue nel botta e risposta ormai quotidiano con Salvini. “Si riapre in sicurezza perché c’è stato chi ha garantito che non ci fossero scelte sbracate quando invece qualcuno voleva solo sbracare”. E oggi dunque non ci sarà solo la cabina di regia politica. E’ previsto un incontro tra regioni, tecnici dell’Istituto superiore di Sanità e ministero in cui dovrebbe arrivare il via libera ai nuovi parametri per l’attribuzione delle fasce, che dovrebbero passare da 21 a 10-12. Resterà tra gli indicatori del rischio l’Rt calcolato sui casi sintomatici, ma non rappresenterà più un automatismo che fa scattare il cambio di colore, come avvenuto finora: è il compromesso raggiunto tra chi lo voleva cancellare del tutto (le Regioni) e chi, invece, lo ritiene ancora fondamentale per fotografare l’andamento dell’epidemia (ministero della Salute e Iss). A determinare le 4 fasce di colore dovrebbero essere l’incidenza dei casi su 100mila abitanti (con 250 si va in rosso, con 150-250 in arancione, con 50-150 in giallo e con meno di 50 in bianco) e l’Rt ospedaliero (https://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/italia-quasi-tutta-gialla-cabina-regia-coprifuoco-ed2fa1ca-2605-404c-9118-1780b09bd33c.html?refresh_ce).

La Redazione

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