Ok al protocollo di sicurezza e alla vaccinazione dei lavoratori in azienda

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Ok al protocollo di sicurezza e alla vaccinazione anti Covid dei lavoratori in azienda. L’intesa è stata raggiunta tra Governo, imprese e sindacati. Un canale, quello aziendale, parallelo alla rete ordinaria e non già una procedura alternativa:  costituirà infatti, si legge nel protocollo, un’attività di sanità  pubblica nell’ambito del Piano strategico nazionale per la  vaccinazione anti-Covid-19 predisposto dal commissario straordinario, generale Figliuolo.  E non si tradurrà in norme vincolanti: presupporrà l’adesione  volontaria dei datori di lavoro e dei lavoratori. Tutte le aziende  potranno candidarsi liberamente; non è previsto nessun requisito  minimo di carattere dimensionale così come la vaccinazione sarà  offerta a tutti i lavoratori, “a prescindere dalla tipologia  contrattuale”. Se la vaccinazione verrà eseguita in orario di lavoro, prosegue il  Protocollo, il tempo necessario “sarà equiparato a tutti gli effetti  all’orario di lavoro”. Esclusa inoltre espressamente la responsabilità penale degli operatori sanitari per eventi avversi nelle ipotesi di  uso conforme del vaccino mentre i costi per la realizzazione e la  gestione dei piani aziendali, inclusi quelli per la somministrazione,  “sono interamente a carico del datore di lavoro”.   

Soddisfatto il ministro Orlando: “Accordo perfettibile, ma punto fermo e una buona notizia per il Paese”. Così anche le parti sociali. Maurizio Landini (Cgil): “Intesa importante”. Luigi Sbarra (Cisl): “Un segnale di grande responsabilità”. Pierpaolo Bombardieri (Uil): “Grande risultato, la sicurezza prima di tutto”. Maurizio Casasco (Confapi): “Accordo non scontato, ma molto importante”. (https://www.repubblica.it/economia/2021/04/06/news/vaccini_in_azienda_firmato_il_protocollo-295325032/)

Si parte a maggio. Le imprese più piccole possono accordarsi con quelle più grandi o appoggiarsi alle strutture dell’Inail. Ruolo chiave per i medici aziendali. La partenza a maggio garantisce il superamento del criterio per fasce d’età, allorquando gli over 70 dovrebbero essere – negli auspici del governo – già tutti in sicurezza.

La Redazione

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