Omicron allenta la morsa e il governo elimina gradualmente le restrizioni.

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Omicron sembra allentare la morsa sull’intero territorio e il governo procede con la graduale eliminazione delle restrizioni. Dall’11 febbraio non saranno più obbligatorie le mascherine all’aperto indipendentemente dal colore delle regioni. Si intravede anche la riapertura delle discoteche così come un cambio anche nella capienza degli stadi. Per fine marzo, con il completamento delle terze dosi, circa 12-13 milioni che ancora mancano, ci saranno anche le condizioni per non prorogare lo stato di emergenza. Intanto tornano sotto i due milioni gli italiani attualmente positivi al Covid: in base al bollettino del ministero della Salute sono 1.990.701, un dato che non si registrava dal 9 gennaio, quando erano 1.943.979. “Siamo ancora in fase di lotta ma i segnali sono incoraggianti”, dice il ministro della Salute Roberto Speranza, che, ad Agorà Pd Basilicata sul tema del Pnrr, parla di “una decrescita del 30% dei casi in una settimana. Questo è stato possibile grazie ad una campagna vaccinale straordinaria”.

Migliora anche la pressione sugli ospedali, pur persistendo, soprattutto sulle rianimazioni dove resta al 15% la percentuale di occupazione. In generale, dice il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, si va “avanti gradualmente verso la normalità” con una “progressiva rimozione delle misure di contenimento” e si potranno “riaprire attività che sono state particolarmente penalizzate, come le discoteche” e anche il Green pass “sarà rimodulato”.

La situazione più pericolosa, dice il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’ Istituto Galeazzi, resta sempre quella di stare al chiuso senza mascherina. E non è ancora il momento di abbassare la guardia anche per il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta anche se “dai 180mila casi al giorni di metà gennaio siamo scesi ora al di sotto dei 100mila”. Per il prossimo inverno ci sarà circolazione di Omicron ma con un numero minore di casi, “più o meno com’è per l’influenza”, dice Sergio Abrignani, immunologo dell’Università Statale di Milano e membro del Cts sottolineando che la stima delle persone che hanno incontrato il virus è intorno ai 15 milioni. E sulla quarta dose dagli Usa arriva la notizia che i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie la stanno valutando dopo 3 mesi ai fragili.

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