Onori (Sapar) “Governo, demagogia del contrasto al gioco”

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Grande attesa per il consiglio regionale del Lazio sul Collegato al Bilancio che domani discuterà anche della legge in materia di gioco e contrasto al gap,  con la probabile introduzione di una disciplina transitoria, che estenda le limitazioni vigenti per le nuove sale anche ai punti gioco già esistenti alla data di entrata in vigore della legge. “Ai Comuni profani potrebbero sembrare solo delle regole che gli ‘attenti’ amministratori locali emanano per ‘salvaguardarli’ ma in gioco c’è di più”. A dire la sua è Franco Onori di Sapar Lazio. “Se si analizzano con attenzione tutte le varie leggi regionali – ha aggiunto – ed i vari regolamenti comunali a cui si riferiscono, non si può fare a meno di notare una serie di aspetti a dir poco ‘strani’. Le varie coalizioni di Governo che si sono succedute negli ultimi anni, cavalcando l’onda demagogica del contrasto al gioco d’azzardo patologico hanno perpetrato un vero e proprio accanimento fiscale/normativo su un solo prodotto di gioco pubblico, quello degli apparecchi da intrattenimento, l’unico in cui è ancora viva (se pur malandata) una rete aziendale ancora non totalmente riconducibile alle multinazionali. Il tutto – sottolinea onori – sembra ancor più ‘strano’ se ci si accorge che l’accanimento fiscale/normativo di cui sopra, che sarebbe dovuto servire ad arginare il gioco (un solo gioco!), oltre a devastare migliaia di aziende sane ed integerrime e la relativa filiera occupazionale, ha prodotto nel corso degli ultimi 5 anni un aumento della spesa dei giocatori di circa 700 milioni di euro ed un corrispondente aumento di gettito per lo Stato di circa 1 miliardo e 400 milioni di euro!Il gioco va ridotto, ma un solo gioco! Le stesse forze politiche attualmente al Governo sono le più attive nel cercare di emanare, a livello regionale e comunale, norme per ‘contenere il Gap’, di un solo gioco sia chiaro! Come? Espellendo di fatto il settore degli apparecchi da intrattenimento con leggi e regolamenti che anche Aristotele faticherebbe a comprendere. Quando si fanno notare queste forti contraddizioni ai vari politici ed attivisti ‘No slot’ questi cascano dal pero o alzano gli occhi al cielo ma siamo però certi che quando le piccole e medie imprese operanti nel settore degli apparecchi da gioco saranno state cancellate – conclude Onori – con l’oligopolio di 2/3 multinazionali, la ‘ludopatia’ sparirà d’incanto ed una legge nazionale metterà fine alla Babilonia della normativa territoriale”.

La Redazione

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