Operacion Oikos, la replica del Frosinone Calcio e di Immobile. L’attaccante della Lazio: “Criticatemi quanto vi pare come calciatore ma sciacquatevi la bocca prima di parlare dell’uomo”

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Immediata e puntuale è arrivata la replica del Frosinone Calcio alla notizia che vedrebbe coinvolti la squadra e Ciro Immobile nell’Operacion Oikos, l’inchiesta spagnola sul calcio scommesse che ha portato all’arresto di diversi dirigenti e calciatori spagnoli.

Al centro dell’inchiesta una telefonata intercettata tra Aranda (ex calciatore spagnolo indagato insieme al collega Raul Bravo) e un suo amico italiano, Mattia Mariotti, coinvolto nel gioco d’azzardo illegale in Italia. Come risulta dai rapporti della polizia spagnola lo scorso 2 aprile Mariotti avrebbe detto all’amico Aranda di avere la possibilità di contattare tre giocatori del Frosinone per combinare una partita di campionato. L’operazione, a suo dire, avrebbe coinvolto anche “calciatori di prestigio come Ciro Immobile”. Per questo anche l’attaccante della Lazio e della nazionale italiana ha deciso di rispondere immediatamente alle illazioni tramite una lettera pubblicata sul proprio profilo Instagram: “Ci sono momenti nella vita che vanno affrontati e non sopportati, ci sono momenti dove devi agire e non dormire, ci sono dei momenti dove devi gridare chi sei e non farti dire chi sei. Criticatemi quanto vi pare come calciatore ma sciacquatevi la bocca prima di parlare dell’uomo”.

Questa invece la replica del Frosinone:

“Il Frosinone Calcio S.r.l., preso atto delle notizie stampa pubblicate, dalle quali emergono generici riferimenti a non meglio precisati tesserati del club captati in alcune intercettazioni telefoniche, raccolte dalle autorità inquirenti spagnole nell’indagine denominata Oikos, tra soggetti destinatari di misure cautelari, professa, con assoluta fermezza, la propria e dei propri tesserati, assoluta estraneità a qualsivoglia fenomeno di alterazione di gare e/o di agevolazione di scommesse sportive. La società, da sempre, ha fatto dell’etica sportiva e del rispetto delle regole uno dei capisaldi della propria mission, valori che hanno consentito a un club rappresentante una piccola realtà di provincia di ospitare nello Stadio di proprietà le big del calcio italiano. Partendo da tale presupposto, l’accostamento, ancorché generico, privo di specifici riferimenti a tesserati, gare e modalità, a fenomeni di illeciti sportivi non può che determinare, da un lato, la più forte dissociazione possibile e netta presa di distanze, dall’altro la massima disponibilità e collaborazione, ove richiesta, nei confronti delle autorità procedenti. Con ogni più ampia riserva di tutelare la propria immagine ed onorabilità presso ogni sede, sportiva e statuale, nazionale ed internazionale”.

La Redazione

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