Palestre e piscine rimangono chiuse. Le Regioni chiedono riapertura dal 20 aprile

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Nessuna luce in fondo al tunnel per palestre e piscine che rimangono chiuse sull’intero territorio nazionale, anche in zona bianca. I dati, in termini di perdite e mancati introiti, sono drammatici. Il settore impiega un milione di persone che ad oggi sono in bilico e si ritrovano a far fronte a costi ingenti nonostante le chiusure. Molte rischiano anche di non riaprire più: si parla di 6 miliardi, per 180mila imprese legate a centri sportivi, piscine, fitness, palestre che impiegano 700mila lavoratori dipendenti e 280mila professionisti.

Tuttavia i dati della pandemia fanno ancora più paura, con una curva epidemica che non tende a bloccarsi e che obbliga il Paese a una paresi quasi totale. Giovedì si terrà un incontro tra i presidenti di Regione ed il premier Mario Draghi. Secondo quanto riporta Ansa,  le Regioni chiederebbero di “fornire prospettive a quei settori chiusi valutando aperture subito dopo il 20 aprile, nel caso di un miglioramento dei dati epidemiologici, per poi permettere da maggio la ripartenza di attività in stand-by da troppo tempo, come le palestre”. La proposta, dalla metà del mese, oltre a bar e ristoranti è riferita anche per i parrucchieri in zona rossa e i musei.

Sarebbe in sostanza questa la sintesi della posizione delle Regioni che, come detto, l’8 aprile avranno un confronto con Mario Draghi in merito al Recovery e che nella stessa giornata si confronteranno col governo nella conferenza Stato-Regioni. Secondo le ultime indiscrezioni potrebbe dunque essere convocata già la prossima settimana la Cabina di regia del governo per valutare la pianificazione delle eventuali riaperture di alcune attività a partire da dopo il giorno 20 aprile. “Le valutazioni circa la rirpresa delle attività saranno comunque fatte sempre sulla base dell’ipotetico ed auspicabile miglioramento dei dati epidemiologici. Il provvedimento dovrebbe essere contenuto in una delibera che potrebbe essere approvata in Consiglio dei ministri“. A spingere per le riaperture non è più solo il leader della Lega, Matteo Salvini, ma anche Forza Italia. “Pensiamo che già dopo Pasqua si possa iniziare a ragionare, con tutte le precauzioni del caso, in merito a mirati interventi”, spiega il capogruppo di FI alla Camera, Roberto Occhiuto, il quale spera che “già nella settimana tra il 12 e il 18 aprile ci possa essere un primo tagliando di verifica”. Stesso auspicio del presidente della Lombardia, Attilio Fontana. Ad essere ottimista è anche il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, che però, cautamente, rimanda per il momento tutto al prossimo mese: “a maggio molte regioni saranno gialle e qualcuna sarà bianca”, dice. Ma “dalla metà di aprile dovremmo vedere un progressivo calo dei ricoveri”.

La Redazione

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