Piemonte, AsTro: “L’attuale normativa ha distrutto il circuito legale del gioco”

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E’ prevista per domani, giovedì 10 ottobre, l’audizione sull’applicazione della legge regionale del Piemonte sul gioco e il contrasto al gap. Le commissioni permanenti III e IV e il Comitato per la valutazione della normazione e la valutazione delle politiche del Consiglio regionale dovranno analizzare ed esprimersi sulle restrizioni previste dalla legge e l’applicazione del distanziometro su attività già in essere (http://cifonenews.it/piemonte-il-consiglio-modifichera-la-legge-sul-gioco/). “L’auspicio è che il nuovo consiglio regionale del Piemonte si ponga su una linea di discontinuità rispetto al precedente e, recependo l’inefficacia degli strumenti adottati sino ad oggi, si preoccupi di porre in essere ed attuare efficacemente quella parte dell’impianto normativo che si occupa di prevenzione e contrasto alle problematiche legate al gioco contemperando, al tempo stesso, le esigenze di tutela dell’occupazione e dell’imprenditoria legata al settore”. Ad affermarlo in una nota è l’associazione As.Tro che verrà audita in consiglio e che spiega: “La legge regionale n.9 del 2016 che si proponeva di contrastare il fenomeno del disturbo da gioco d’azzardo attraverso la limitazione di un’unica tipologia di prodotto (nel caso di specie, gli apparecchi da gioco già installati in bar e tabacchi ovvero nelle sale dedicate), a quasi due anni di distanza dall’entrata in vigore della norma che introduce il così detto ‘distanziometro’, ha avuto come principale effetto lo spostamento di fatturati all’interno del circuito industriale complessivo, senza far registrare un calo nella spesa di gioco che, invece, si è spostata verso altre offerte (a confermarlo solo gli ultimi dati pubblicati all’interno del Libro Blu di Adm) mentre, dal punto di vista epidemiologico, non è stata censita nessuna diminuzione dei soggetti affetti da Dga (disturbo da gioco d’azzardo). Di contro, la normativa regionale, ha comportato lo smantellamento – quasi totale – del circuito legale di gioco, generando pericolose ripercussioni sul fronte occupazionale ed una riemersione dell’offerta illegale di gioco”.

La Redazione

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