Piemonte, il T.A.R. respinge tre ricorsi contro le distanze fra luoghi sensibili e giochi

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La Legge Regionale numero 9 del 2016, con il suo intento di prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP), non è stata vista positivamente da tutte le parti interessate. L’aspetto più difficilmente digeribile da esercenti e titolari, riguarda infatti le disposizioni che disciplinano la distanza che deve intercorrere fra esercizi per gioco e scommesse con i cosiddetti luoghi sensibili. Questi ultimi, individuati in scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, centri di formazione, istituti di credito, esercizi di compravendita di oggetti preziosi, stazioni ferroviarie, devono trovarsi a una distanza non inferiori di 500 metri dalle attività di gioco e scommesse.

Sono stati gli esercenti di esercizi per il gioco nei comuni piemontesi di Almese, Acqui Terme e Murisengo, a presentare il ricorso circa la presunta violazione di norme costituzionali a opera della legge regionale. Gli assessori alla Sanità e all’Istruzione, hanno invece confermato come il fine ultimo della distanza prevista dai luoghi sensibili sia esclusivamente la tutela dei consumatori – giocatori, con risparmio ingente per società e “vittime” del gioco. Semplice l’equazione, meno gioco meno sperpero di risorse.

G. Portagliatti

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