Potenza: la solitudine spinge gli anziani a giocare ad azzardo

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La solitudine è uno dei motivi che incita gli anziani potentini a giocare ad azzardo. I gratta e vinci e la lotteria diventano attività per passare il tempo in botteghini, tabaccherie e bar. Spazi in cui i limiti tra ciò che è possibile e ciò che non lo è, diviene così effimero da non permettere una vera concezione dei pericoli di quella che è considerata una vera e propria malattia. Per questa ragione il sindacato dei pensionati Spi Cgil Potenza, assieme al  Ser. D dell’Asp e all’associazione “Fuori gioco” ha deciso di effettuare un’indagine sul fenomeno della ludopatia, tramite un campione di settecento persone con un’ età media di 68 anni.

Il Spi Cgil: come contrastare la dipendenza da gioco negli anziani

Pasquale Paolino, segretario generale dello Spi Cgil di Potenza ha spiegato che con l’aiuto del suo sindacato, che da sempre si occupa dei pensionati e della loro situazione economica e sociale, è possibile capire i comportamenti e le ragioni che incitano al gioco d’azzardo sempre più anziani. Inoltre, stando quanto riportato da Repubblica, Paolino ha pensato di esaminare le ripercussioni sia in termini di spesa e sia di problematiche.

Lo scopo è “di far crescere tra le persone anziane la consapevolezza di quanto sia semplice cadere nella trappola del gioco d’azzardo patologico e esaminare i pericoli e le sue ricadute sociali” ha dichiarato Paolino. Poi ha aggiunto: “Allo stesso tempo abbiamo intenzione di lanciare l’allarme alle istituzioni di politica, dimostrando il degrado in cui il gioco d’azzardo sottopone le persone e le famiglie coinvolgendo di più gli aspetti della persona: familiare, politico, sociale, sanitario e legale”.

Le persone anziane che sono state sottoposte all’indagine vivono con la propria famiglia ma il 24% vivono da sole. Il più delle volte giocano da sole e distanza di anni, nonostante una percentuale consistente, soprattutto maschile, ha affermato praticare il gioco d’azzardo ogni settimana. La spesa è ridotta, massimo 5 euro e più del 60 % degli intervistati ha confessato di aver avuto una vincita. Questo, secondo l’indagine, provoca un pericolo molto elevato perché la combinazione scarso investimento ed elevata possibilità di vincita è uno stimolo al gioco.  

Non esiste un grande fenomeno di indebitamento anche se il 10% ha dichiarato aver avuto problemi di debiti qualche volta. La maggior parte, infine, sostiene che il gioco d’azzardo diventi un problema quando ci si riempie di debiti o si raccontano bugie ai propri familiari, oltre a non sapere a chi chiedere aiuto se si ha una persona ludopatica in famiglia.

Per ovviare al problema della solitudine e dell’emarginazione degli anziani, Paolino ha spiegato che occorre predisporre operazioni di contrasto che permettono una vita lunga, in buona salute e attiva in comunità. Bisogna, inoltre, intervenire prima ancora che nell’ambito dei servizi sociali su vari aspetti, tra cui mobilità, spazi pubblici, situazione abitativa, partecipazione, apprendimento,  tecnologie, lavoro, servizi e comunicazione

Reclami del presidente dell’associazione Fuori gioco

Oltre ai reclami del sindacato sono giunti anche quelli dell’associazione Fuori gioco, che attualmente sostiene circa trecento famiglie con dipendenza da gioco. Il presidente dell’associazione Michele Cusano ha dichiarato: “Chiediamo che venga rinominato l’osservatorio regionale sulla dipendenza da gioco d’azzardo e che vengano utilizzati i fondi dello Stato per intraprendere progetti sulla prevenzione”.

Katia Di Luna

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