Preu e CTD. Cifone (Acogi): “Necessario un dialogo vero tra associazioni di categoria e istituzioni”

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La Giurisprudenza Tributaria nel corso di questi mesi si sta indirizzando verso il riconoscimento in favore dei titolari dei Ctd della fondatezza delle proprie tesi relative al non poter essere considerati legittimati passivi al pagamento del Preu (Prelievo Unico Erariale), insomma sembra che si stiano facendo passi in avanti verso un tema, quello dell’imposizione fiscale, particolarmente gravoso per chi raccoglie gioco “a terra”.

Come dichiara il presidente di Acogi, Ugo Cifone, “E’ noto, infatti, che la questione di legittimità costituzionale della norma che prevede la solidarietà tra il Ctd e il bookmaker, quale soggetto passivo dell’imposta sollevata dai Giudici Tributari, potrebbe rivoluzionare l’intero sistema sanzionatorio posto in essere in questi anni dalle autorità.

Senza considerare i risvolti che tale decisione potrebbe avere sulle “sanatorie fiscali” che lo Stato ha previsto nel 2015 e nel 2016.

L’associazione ACOGI da sempre ha sostenuto che vessare il Ctd con una imposizione fiscale in alcuni casi elevata sia ingiusto oltreché contra legem ovvero contro i principi delle norme tributarie di proporzionalità; non a caso portare avanti delle vere e proprie piccole aziende è diventato sempre più difficile e molto spesso i margini di guadagno sono così esigui da compromettere la vita stessa delle attività.

E’ quindi particolarmente importante rimarcare il necessario rispetto e applicazione dei principi di proporzionalità da parte degli organismi giurisdizionali grazie ai quali finalmente, i Ctd stanno ottenendo qualche positivo risultato che preserva il proprio lavoro. In un contesto di instabilità come quello attuale, quindi, l’Acogi esprime piena condivisione per il pensiero di Stanley circa l’invito proposto ai Monopoli di sedersi al tavolo e dirimere la questione sotterrando le asce di guerra.

In questi giorni l’associazione andrà a predisporre un interpello alla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sull’argomento Preu nonché sulle sanzioni irrogate ai Ctd ex art 110 co.9 lett. f bis del TULPS, sperando di essere ascoltati  e che una volta per tutte si possa intraprendere un vero percorso di dialogo e condivisione.

E’ difatti proprio il mancato confronto all’insegna di un percorso comune di tutela dei ctd la causa di tutte le situazioni che hanno scatenato insanabili danni a discapito solo di gente che lavorava nel comparto gioco attanagliato da una stratificazione legislativa che non deve ricadere sugli operatori.

D’altra parte nei prossimi mesi dovrebbe arrivare una nuova decisione della CGE chiamata a pronunciarsi sul caso BETUNIQ che potrebbe confermare le censure mosse al Bando Monti e aprire nuovi scenari.

“Sono convinto che sia in arrivo una decisione che metterà in discussione tutte le manovre poste in essere dallo Stato, comprese le Sanatorie, perché gli errori commessi non sono stati riparatori ma forieri solo di altri gravissimi e disastrosi errori in danno degli operatori a tutti i livelli.”

Per tali ragioni prosegue – Ugo Cifone – “in veste di Presidente Acogi, nonostante gli inviti rimasti inevasi, faccio istanza, ancora una volta, ai Monopoli affinché, alla luce dei recenti interventi legislativi e giurisprudenziali, ascoltino gli operatori tramite le associazioni di categoria solo al fine di programmare in concreto azioni a garanzia di un “futuro lavorativo” sereno e stabile ai titolari dei ctd e all’intero comparto.

Tante attività sono state chiuse e la stima del tasso di disoccupazione non è affatto confortante. Non si può attendere ancora!”.

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