Puglia, proroga della legge sul distanziometro, c’è un fronte contrario

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Si registrano in questi giorni dure prese di posizione contro la decisione del Consiglio regionale della Puglia di prorogare l’entrata in vigore della misura della distanza di 500 metri delle sale scommesse, sale giochi e apparecchi di intrattenimento con vincita in danaro (slot, vlt) dai luoghi sensibili fino all’entrata in vigore del Testo unico in materia di prevenzione e trattamento del gioco.

La prima a scendere in campo è stata “Mettiamoci in gioco”, la campagna nazionale contro i rischi legati al gioco, che ha espresso la propria contrarietà alla proposta di modifica della legge regionale.

“Mettiamoci in gioco Puglia chiede un incontro a breve con il presidente della Regione Michele Emiliano per esprimere le ragioni della propria contrarietà”, ha detto Vito Mariella, presidente del coordinamento nazionale delle Comunità di accoglienza. Nello specifico, nei giorni scorsi, la commissione Sanità del consiglio regionale della Puglia ha approvato all’unanimità la proposta di legge di “Modifica della legge regionale n. 43/2013 ‘Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico (GAP)’”, presentata dal consigliere Ernesto Abaterusso. Tale modifica proroga l’entrata in vigore di quanto stabilito dall’articolo 7 comma 3 della legge regionale, relativamente alla decadenza di tutte le licenze di pubblica sicurezza rilasciate prima della legge, una volta decorsi i cinque anni previsti.

Anche dai banchi della stessa maggioranza ci sono dissensi. Così si esprime in un comunicato il consigliere regionale  Mimmo Santorsola (LeU): “Ci dichiariamo sin da ora contrari a qualunque “debolezza” da parte del Consiglio regionale pugliese sulla legge 43/2013 contro la ludopatia”.

“Condivido le ragioni di Mettiamoci in Gioco Puglia – prosegue Santorsola nella nota -. La proposta di legge sul Gap, gioco d’azzardo patologico, proposta dal gruppo consiliare “Noi a Sinistra per la Puglia” ad aprile 2017, è una legge che sta dalla parte delle vittime, giace ancora sul tavolo della commissione in attesa di essere discussa ma, paradossalmente, attende ancora”.

A. Bargelloni

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