Quando la malavita va a braccetto con il gioco…

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Che a chi scrive non faccia piacere riferire di cronache che vedono coinvolto il mondo del gioco d’azzardo con la criminalità organizzata, chi ancora ci legge lo sa perfettamente. Se ne fa riferimento “per dovere di cronaca” come dicono i grandi giornalisti, ma dispiace dover ammettere che a volte gioco e criminalità vanno a braccetto e si sostengono, creando nell’opinione pubblica l’immagine di un gioco “malato” che non deve essere ammesso “in società” e che porta con sé solo delinquenza e null’altro. Ma non è così. E poi la nostra Giustizia è sempre lì pronta a perseguire coloro che vogliono “sporcare” con i loro intrallazzi illeciti questo mondo che, invece, ha bisogno di stare alla luce del sole e di portare sopratutto solo ed unicamente sano divertimento ed intrattenimento a chi lo ricerca.

Quindi, è così per sostenere quest’ultima esposizione che si vuole riferire di una sentenza della Corte di Cassazione che conferma la custodia cautelare in carcere per alcuni esponenti del clan Spada, tristemente noto a Roma per la sua organizzazione mafiosa e per questo il capo, Carmine Spada, risulta indagato per la gestione criminale di sale ed apparecchi di gioco nella città di Ostia. La conferma di tutto questo discende dalla presenza di gravi indizi di colpevolezza relativi alla partecipazione ad un’associazione mafiosa ed i Giudici non hanno certamente l’obbligo di dimostrare che non esista la presenza di segnali di allontanamento del soggetto indiziato con il sodalizio criminale per emettere qualsivoglia tutela: ma in mancanza di tutto questo trova applicazione obbligatoriamente la misura della custodia in carcere e relativamente a questa non riveste particolare rilevanza la distinzione tra mafia “storica” e nuove forme di criminalità, in quanto in entrambi i casi la presunzione è superata dalla prova dell’irreversibile allontanamento dell’indagato dal sodalizio criminale, “a prescindere dalla perdurante stabilità dell’associazione”.

Per Carmine Spada, di conseguenza, e per altri appartenenti a questo clan, è stata confermata la misura della custodia cautelare in carcere: per ricordare a chi non ne fosse a conoscenza, il clan Spada operava ad Ostia proprio avvalendosi della forza di intimidazioni mafiose ed assoggettando i negozianti appunto con l’intimidazione stessa ed usufruendo nello stesso modo del silenzio di altri: e commetteva, altresì, tra gli altri reati anche quelli di omicidio, di estorsione aggravata, di detenzione e porto d’armi e di esplosivi, di usura, di incendio aggravato. E se non bastasse tutto questo, il clan e lo stesso Carmine Spada commettevano reati contro la persona, traffico di stupefacenti, attribuzione fittizia di beni e acquisiva indirettamente o direttamente la gestione od il controllo di attività economiche come, per esempio, le attività di balneazione sul litorale, sale giochi ed esercizi commerciali di varia natura, appalti e servizi pubblici, finanziandoli con il profitto dei reati di estorsione e per realizzare profitti e vantaggi ingiusti avendo i partecipanti a tali reati la disponibilità di armi per imporre e conseguire le proprie finalità.

Questo è il “bel quadretto” di Carmine Spada e del suo clan che è stato associato e correlato alla gestione di alcune attività di gioco e sono stati per questo indagati in concorso con altri soggetti per diversi e svariati reati tra i quali si sottolinea nuovamente “attribuzione fittizia a terzi di società per la gestione di sale giochi sul litorale di ostia, nonché fornitura ed installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento”. Dunque, cosa si può aggiungere di più per non volere nel modo più assoluto queste “presenze” nel mondo del gioco: un ringraziamento va, quindi, sempre e comunque a tutte le Forze dell’Ordine ed alla nostra Giustizia che incessantemente fanno in modo che il gioco pubblico sia divertimento e non criminalità, che l’organizzazione mafiosa venga stroncata quando è possibile che sia riuscita ad infiltrarsi nel mondo dei giochi od in qualsiasi altro settore.

Certamente, in tempi recenti si è consolidata l’opinione, anzi la certezza, che questo settore ludico sia nelle preferenze della criminalità organizzata od in quella specificatamente mafiosa, poiché nelle apparecchiature da intrattenimento, particolarmente, esiste parecchia movimentazione di danaro liquido e quello è il “collante” che può far interessare la criminalità al gioco. Con una attività di gioco pulita riescono a riciclare il danaro ottenuto dai “loro affari”, facendolo quindi riuscire “lavato e stirato” e pronto per essere immesso sul mercato per operazioni trasparenti tutte a loro vantaggio: più facile di così! Quindi è sin troppo evidente che le Forze dell’Ordine, di qualsiasi comparto si tratti, stanno con le antenne alzate controllando e ricontrollando le attività di gioco sapendo che in parte di queste, e pure in quelle assolutamente legali e lecite, si possono nascondere infiltrazioni mafiose e criminali.

Da questo è difficile difendersi anche perché le “menti criminali” non si sa bene come sono sempre un passo in avanti alla legalità: e se questa pone dei paletti, delle normative, delle imposizioni la criminalità organizzata risponde, quasi sempre, aggirandole e trovando il modo di insinuarsi “legalmente con la loro illegalità”. Il vecchio ed antico rincorrersi “di guardie e ladri” si ripete e si ripresenta anche ai giorni nostri: solo che oggi la criminalità organizzata è spietata, testarda e vuole arrivare con la forza ai propri obbiettivi ed a volte diventa difficile per le Autorità riuscire a scardinare le organizzazioni mafiose, vuoi per la furbizia delle stesse vuoi anche (e sopratutto) per l’omertà che circonda queste combriccole di delinquenti. Ma, poi, bisogna anche riflettere che non solo la mafia si insinua nel gioco che sembrerebbe essere la loro “attuale scelta preferita”, ma si insinuano in ogni settore, persino in quello più legale possibile sino a volte ad impossessarsi di aziende e di società al di sopra di ogni sospetto. Ma questo, si torna a dire, non succede solo nel settore ludico: la criminalità organizzata, purtroppo, è ovunque ed i suoi tentacoli raggiungono qualsiasi attività sia loro utile per aumentare il loro potere e la loro forza economica.

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