Reddito di cittadinanza anche per gli operatori del gioco.

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Se da un lato il Reddito di cittadinanza non potrà essere utilizzato per tentare la fortuna al gioco come ha più volte sottolineato il ministro Di Maio e sarà vietata tout court la pubblicità sul gioco come previsto nel Decreto Dignità, dall’altro però le società che offrono gioco pubblico potrebbero usufruire degli sgravi fiscali come contemplato nel Decretone. Per un’azienda di gioco che infatti dovesse assumere una persona che percepisce il Reddito di cittadinanza, le disposizioni recitano che: “se l’assunzione avviene a tempo pieno e indeterminato (anche grazie all’attività svolta da un soggetto accreditato ai servizi per il lavoro), il datore di lavoro beneficia di un esonero contributivo, nel limite dell’importo mensile del Reddito di cittadinanza percepito dal lavoratore e comunque non superiore a 780 euro mensili e non inferiore a cinque mensilità. La durata dell’esonero sarà pari alla differenza tra 18 mensilità e il periodo già goduto di Reddito di cittadinanza”. Insomma le società di gioco, come qualsiasi altra azienda, si avvantaggerebbero, per un periodo di tempo definito, del Reddito di cittadinanza per avere nuova forza lavoro a condizioni favorevoli.

La Redazione

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