Regno Unito: un softwere “intelligente” usato contro la ludopatia

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In Regno Unito è stato sperimentato un sistema che, grazie all’intelligenza artificiale, individua e arresta gli atteggiamenti anormali dei giocatori d’azzardo. Stando a quanto riporta la Bbc e Wired, il progetto prende il nome di Anonymous Player Awarness System ed è stato lanciato dal Betting Games Council, cioè un gruppo d’industria che presenta il 90 % del mercato scommesse britannico

Tra i primi operatori a attivare il sistema ci sono Berfred e Ladbrokers Coral, due imprese che hanno affermato di aver installato il dispositivo rispettivamente su 1600 e 3200 sale da gioco.

Grazie a questo softwere, le attitudini rischiose e la ludopatia diminuiranno anche tra i soggetti in età giovanile. Il meccanismo è non è complesso: quando l’intelligenza artificiale individua un comportamento anormale e pericoloso mette in atto il blocco della macchina per almeno trenta secondi. In questo breve lasso di tempo appariranno all’utente sul monitor dei messaggi su come giocare in modo consapevole.

Nel frattempo una notifica di allarme verrà mandata anche alla sala gioco, in modo che lo staff sia al corrente di quanto sta accadendo. Tra i tipi di comportamento che il softwere cerca di individuare ci sono il desiderio di riacquisire le perdite, il trascorrere troppo tempo su una sola macchina e l’azzardo rapido in una serie di svariati giochi.

Non sarebbero sufficienti i trenta secondi: ecco perché

Se lo scopo è quello di rendere responsabile l’utente, come riporta Telegraph alcuni attivisti contro la ludopatia sostengono che i trenta secondi non basterebbero per giungere all’obiettivo. Infatti, in lingua inglese questo breve frangente temporale viene chiamato il termine cool off period, cioè una specie di pausa di raffreddamento della frenesia del gioco.

L’algoritmo mette in atto in tempo reale questo sistema proprio quando avverte che il giocatore sta prendendo rischi evidenti. Se da una parte il meccanismo di blocco mette in guardia l’utente dal rischio, dall’altra la comunicazione sul gioco responsabile prova ad intervenire sui comportamenti compulsivi del giocatore.

Eppure una ricerca norvegese, resa nota lo scorso settembre, ha analizzato le conseguenze di una pausa obbigata alle slot machine di un minuto e mezzo. I risultati del gruppo di ricerca hanno rilevato che il giocatore non ha ridotto né il denaro e né il tempo passato alla macchina quando è tornatoal gioco.

Di fatto, dunque la pausa imposta non avrebbe “conseguenze notevoli”. Stando a quanto dichiara la presidente del Bgc, Brigid Simmonds, invece, tale tecnologia porterà ad un ambiente che promuove un gioco in maniera più sicura. Se in effetti l’algoritmo non può agire nella terapia della ludopatia, può per lo meno tutelare il giocatore nell’istante in cui sta prendendo un rischio alto.

L’Italia: il record europeo per il tasso di slot per ogni cittadino

La scelta di adottare il softwere, della quale si è discussa anche alla Responsabile Gambling Week, sempre nel Regno Unito, potrebbe avere un’enorme risorsa in tutto il mondo se porterà dei risultati positivi. Essendo progettato per chi ha un disturbo ludopatico risponderebbe infatti ad una situazione di crescita.

Anche in Italia i numeri sono piuttosto problematici. Stando a quanto scrive il YouTrend, citando gli ultimi dati del 2017, il nostro paese possiede il record europeo per il tasso di slot per abitante: una in ogni 151 cittadini.

Katia Di Luna

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