Riaperture anticipate gioco legale: respinti e ritirati subemendamenti

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Nulla di fatto per le riaperture anticipate delle attività di gioco legale nonostante le promesse di questi mesi da parte del sottosegretario al Meef in quota Lega, Claudio Durigon. Nell’ambito dell’esame in Commissione Affari Sociali della Camera sono stati ritirati i seguenti subemendamenti riguardanti i giochi:

All’emendamento 2.100 del Governo, lettera i), capoverso Art. 8-ter, comma 1, sostituire le parole: dal 1° luglio 2021 con le seguenti: dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

0.2.100.5. De Menech, Pellicani (PD)

0.2.100.109. Bazzaro, Di Muro, Boldi, De Martini, Foscolo, Lazzarini, Panizzut, Paolin, Sutto, Tiramani, Zanella (Lega)

“All’emendamento 2.100 del Governo, lettera i), capoverso Art. 8-ter, apportare le seguenti modificazioni: a) al comma 1: 1) sostituire le parole: dal 1° luglio 2021, con le seguenti: dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto; 2) dopo le parole: consentite le attività di aggiungere le seguenti: gioco pubblico svolte nei negozi e punti di gioco, nelle; 3) aggiungere, in fine, il seguente periodo: è consentito lo svolgimento anche in data anteriore, di attività preparatorie che non prevedano afflusso di pubblico; b) dopo il comma 1, aggiungere il seguente: 1-bis. Le linee guida possono prevedere, con riferimento a particolari eventi, che l’accesso sia riservato soltanto ai soggetti in possesso delle certificazioni verdi COVID-19 di cui all’articolo 9”.

0.2.100.65. D’Attis, Bagnasco, Novelli (FI) (ritirato dopo essere stato sottoscritto anche da Giuseppina Versace (FI))

E’ stato invece respinto il seguente subemendamento:

All’emendamento 2.100 del Governo, lettera i), capoverso Art. 8-ter, comma 1, sostituire le parole: dal 1° luglio 2021 con le seguenti: dal 1° giugno 2021.

* 0.2.100.34. Gemmato, Bellucci (FdI)

I senatori Lupi, Colucci, Sangregorio, Tondo (Noi con l’Italia), che avevano firmato lo stesso subemendamento Gemmato per la riapertura al 1° giugno, vi hanno invece rinunciato.

La Redazione

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