Riaperture, Crisanti: “Sono una stupidaggine epocale”

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Sotto pressione di Lega e Forza Italia, il Governo Draghi lavora al dossier per le riaperture, ipotizzando addirittura un via libera per le riaperture degli spazi interni dei ristoranti a partire da metà maggio. Secondo la Fipe-Confcommercio, infatti “riaprire solo le attività che hanno i tavolini all’esterno significa prolungare il lockdown per oltre 116 mila pubblici esercizi. Il 46,6% dei bar e dei ristoranti non è dotato di spazi all’aperto e questa percentuale si impenna se pensiamo ai centri storici delle città nei quali vigono regole molto stringenti”. Ma c’è chi proprio non è d’accordo con le decisioni prese, tenendo conto dei dati dei contagi Covid ancora troppo elevati. E’ il caso Andrea Crisanti, professore ordinario di Microbiologia a Padova, che, in un’intervista al quotidiano La Stampa ha dichiarato: “Le riaperture sono una stupidaggine epocale. Rischio calcolato? Di calcolato vedo ben poco e il vero rischio è giocarci l’estate. Sono state decise perché “purtroppo l’Italia è ostaggio di interessi politici di breve termine, che pur di allentare le misure finiranno per rimandare la ripresa economica. Da settimane viaggiamo tra i 15 e i 20 mila casi al giorno: un plateau altissimo, che non consente di progettare riaperture – aggiunge Crisanti – La decisione è stata presa e il governo se ne assumerà la responsabilità. L’unica sarebbe potenziare la vaccinazione, ma tra forniture, disorganizzazione e diffidenza verso AstraZeneca pare difficile superare quota 350 mila”. Meglio sarebbe stato rinviare le riaperture a giugno? “Non è una mia opinione, ma di chiunque si basi sui dati. Sento parlare di rischio calcolato, ma come? Di calcolato vedo ben poco e il vero rischio è giocarci l’estate. Allora diciamolo chiaramente: la scommessa è riaprire ora per vedere se a giugno dobbiamo richiudere tutto”.

La Redazione

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