RIORDINO GIOCHI in Conferenza Unificata. A chi giova lo STATUS QUO?

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In CONFERENZA UNIFICATA STATO REGIONI ENTI LOCALI, come dice Enzo Bianco (A.N.C.I), ogni volta che l’accordo sembra raggiunto, alcune regioni, con in testa la Lombardia, alzano l’asticella.

Gli assessori Garavaglia e Beccalossi, ora si appellano alla recente sentenza della Corte Costituzionale riguardante la Legge della Regione Puglia, non tenendo in considerazione la sua peculiarità, come ha sapientemente evidenziato l’Avvocato Sbordoni, in un articolo pubblicato su Jamma il 18 Maggio 2017: “…….Per la Corte Costituzionale “il legislatore pugliese non è intervenuto per contrastare il gioco illegale, né per disciplinare direttamente le modalità di installazione e di utilizzo degli apparecchi da gioco leciti e nemmeno per individuare i giochi leciti: aspetti che ricadono nell’ambito della materia «ordine pubblico e sicurezza», la quale attiene alla prevenzione dei reati ed al mantenimento dell’ordine pubblico (…) ma per evitare la prossimità delle sale e degli apparecchi da gioco a determinati luoghi, ove si radunano soggetti ritenuti psicologicamente più esposti all’illusione di conseguire vincite e facili guadagni e, quindi, al rischio di cadere vittime della “dipendenza da gioco d’azzardo”………………………………… La Corte, nell’analizzare la legge pugliese, non ha mancato di porre in rilievo come la stessa possa apparire come ‘una norma eccedente lo scopo (…) idonea a paralizzare le iniziative imprenditoriali nel settore del gioco lecito, ledendo anche l’affidamento di chi aveva in esso investito’. La Corte sul punto ha ritenuto che ‘tali profili esulano, tuttavia, dall’odierno thema decidendum, non essendo la Corte chiamata a verificare la conformità della norma impugnata a parametri diversi da quelli attinenti a profili di competenza……”

La legge Pugliese riguarda, infatti, le nuove aperture, ma non si pone il problema dell’immancabile sostituzione delle sale legali con quelle illegali, se le prime dovessero scomparire del tutto dai centri abitati, con evidenti problemi di criminalità e di ordine pubblico.

Se si riporrà, in questi termini, nuovamente il quesito alla Corte Costituzionale, la stessa non potrà non tenerne conto.

Come ha calcolato il MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze), il distanziometro di 500 metri dai luoghi sensibili voluto dalla Regione Lombardia, eliminerebbe dall’80% al 100% delle attuali sale; mentre una distanza di 150 metri ne eliminerebbe circa il 50%.

In questa situazione, se non si trova un accordo, non si potrà indire il nuovo Bando e la situazione resterà immutata, ovvero le agenzie e le sale scommesse esistenti rimarranno dove stanno.

Quello proposto dal Governo, a mio avviso, è un buon punto di mediazione, e soprattutto evita che i minori, ovvero i soggetti più a rischio ludopatia, possano accedere in locali dove si gioca d’azzardo o sono installate le SLOT Machine. Sappiamo, infatti, dalle neuroscienze che l’apprendimento avviene per imitazione, cosa che purtroppo molti genitori ancora non capiscono, portando con loro i minori quando vanno a giocare.

A chi giova, quindi, questo STATUS QUO?

Sembra solo un problema di contrapposizione politica tra opposizioni e maggioranza di governo, e di relativa propaganda elettorale, e che non abbia nulla a che fare con la vera lotta alla ludopatia.

 

Riccardo Calantropio

Blogger, operatore ed esperto di Betting (https://scommettitore.wordpress.com/)

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