Rovinato dal gioco, rapinò sala scommesse: imprenditore sconterà 3 anni in carcere

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Aveva perso importanti somme di denaro ai videogiochi e per recuperare i soldi non ha esitato a trasformarsi in rapinatore, prendendo di mira proprio la sala giochi in cui i soldi li aveva persi. Accadde nella tarda mattinata del 22 ottobre 2016 in una sala giochi alle porte di Novellara. Un imprenditore si era presentato alla sala giochi con in mano una pistola (rivelatasi poi una scacciacani) facendosi consegnare alcune migliaia di euro.

Non fece molta strada. I carabinieri lo identificarono traendolo in arresto. Grazie all’analisi del sistema di videosorveglianza dei varchi del comune di Novellara e alle preziose testimonianze raccolte dai carabinieri l’uomo è stato identificato, riconosciuto pure in un’apposita seduta d’individuazione fotografica a cui ha preso parte la donna rapinata nella sala giochi. I militari, riusciti a mettersi in contatto telefonico con la moglie, che si trovava in compagnia dell’uomo, lo hanno convinto a costituirsi.

Roberto Perini, un imprenditore edile 48enne residente a Gualtieri, a gennaio di quest’anno è stato condannato dal tribunale di Reggio a 3 anni di reclusione, 800 euro di multa con l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. La sentenza divenuta esecutiva ha visto l’ufficio esecuzioni penali della Procura reggiana emettere l’ordine di carcerazione che venerdì 8 giugno è stato eseguito dai carabinieri di Gualtieri che hanno arrestato l’imprenditore conducendolo in carcere per l’espiazione dei 3 anni di condanna detratti i 4 giorni di carcerazione cautelare fatti all’epoca dell’arresto.

La vicenda porta nuovamente alla ribalta il problema della ludopatia e le sue conseguenze. Nel settembre del 2013, sempre a Novellara, un uomo di 56 anni, pure lui imprenditore, era finito sul lastrico per i videopoker e dopo aver perso 500 euro con una maschera di carnevale e un coltello si era presentato nel bar dove aveva perso tentando di rapinarlo. Scoperto, era stato denunciato dai carabinieri, che lo convinsero a rivolgersi a una comunità per essere aiutato a uscire dal tunnel della ludopatia. Fonte: Reggiosera.it

A. Bargelloni

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