La Sardegna approva legge regionale sul gioco

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Anche la Regione Sardegna si dota di una normativa per il contrasto al gioco patologico. E’ stata infatti approvata martedì 8 gennaio, con 25 voti favorevoli e 3 contrari, la legge sul gioco. La seduta era stata interrotta nel pomeriggio per consentire un nuovo passaggio in commissione Sanità, dove si è trovato un accordo sul famigerato distanziometro: resta di 500 metri la distanza minima della dislocazione degli apparecchi con vincita in denaro (slot e vlt) da luoghi sensibili (scuole, impianti sportivi, strutture sanitarie).

Tra le novità della proposta di legge il logo ‘No Slot Sardegna’, che sarà rilasciato dalla Regione «agli esercenti di esercizi commerciali, ai gestori dei circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento, che non hanno nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d’azzardo». I Comuni potranno prevedere delle agevolazioni per i titolari di esercizi che rimuovono o che rinunciano alle slot mentre, con un altro emendamento, è stata accolta la proposta del Cal (Consiglio delle autonomie locali) di istituire un Fondo regionale Gap (Gioco d’azzardo patologico) per i Comuni.

Il provvedimento, secondo quanto riferisce Agipronews, prevede che la Regione si doti di un Piano annuale sul gioco d’azzardo patologico, da aggiornare ogni due anni. Saranno ricomprese nell’Osservatorio epidemiologico regionale per le dipendenza patologiche – come proposto in Aula dall’assessore alla Sanità, Luigi Arru – le funzioni di un Osservatorio regionale del disturbo da gioco d’azzardo, inizialmente previsto dal testo per il monitoraggio del fenomeno.

Il testo include, inoltre, campagne di prevenzione e informazione, rivolte soprattutto ai soggetti piuù deboli e ai minori, e l’istituzione di una Giornata regionale contro il disturbo da gioco d’azzardo, per sensibilizzare l’opinione pubblica regionale sui rischi correlati al gioco: sarà finanziata con 70 mila euro l’anno per il 2019 e il 2020. Nel 2019, per finanziare le altre attività previste dalla proposta di legge, è ipotizzata una spesa complessiva di 80 mila euro, somma che sarà dimezzata per ciascuno dei due anni successivi.
Antonio Bargelloni

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