Scandalo Unirelab. M5S “Il Mipaaf faccia chiarezza”

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Già in tempi non sospetti c’era chi chiedeva di far luce su una poco chiara gestione di Unirelab, società a totale partecipazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali che opera nell’ambito della medicina veterinaria offrendo servizi diagnostici di laboratorio per l’ippica (http://cifonenews.it/unirelab-celin-denuncia-il-ministero-controlla-se-stesso/). Oggi, alla luce delle indagini sull’ex responsabile della gestione del personale e della contabilità della società, Silvia Saltamartini, a chiedere che si faccia chiarezza è il  deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Lombardo.  In un’interrogazione al ministro alle Politiche agricole Teresa Bellanova, Lombardo evidenzia che “come riportato nei giorni scorsi dalla stampa nazionale, Silvia Saltamartini, funzionario della Unirelab è stata accusata di aver indebitamente intascato nel corso di 5 anni somme per un importo complessivo pari a 160 mila euro; il funzionario, dipendente della società a responsabilità limitata fino allo scorso anno, avrebbe percepito da gennaio 2015 a novembre 2019 somme forfettarie, indennità di mansioni e superminimi non dovuti; compensi, benefit e retribuzioni per i quali il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo, confermato anche in sede di riesame; all’ex funzionario, responsabile dell’ufficio del personale e delle buste paga, viene contestato il reato di truffa aggravata: stando alla ricostruzione della Guardia di finanza alla quale sono state affidate le indagini, la Saltamartini avrebbe beneficiato delle indennità sulla base di documenti contraffatti”.

Secondo quanto emerso dalle indagini infatti, la Saltamartini, sorella del deputato Barbara Saltamartini (Lega), attuale presidente della commissione Attività produttive, si sarebbe “arrotondata lo stipendio tra il 2015 e il 2019, sostenendo di dirigere a Pomezia la sede chiusa dal 2013 della Unirelab, società in house del ministero delle Politiche agricole. È una delle accuse per cui è indagata Silvia Saltamartini, nei cui confronti la procura ha ottenuto il sequestro di 160mila e 358 euro. Soldi che l’ex responsabile della gestione del personale e della contabilità della società – ora licenziata – si è fatta accreditare, utilizzando in quei quattro anni, secondo il pm Carlo Villani, documenti falsi (https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/20_giugno_19/roma-stipendio-arrotondato-documenti-falsi-indagata-silvia-saltamartini-94af8b82-b25a-11ea-b99d-35d9ea91923c.shtml)”

A disporre il provvedimento nei confronti dell’ex dirigente pubblico, indagata per truffa aggravata, è stato il gip Alessandra Boffi. Il tribunale del Riesame ha respinto il ricorso della Santamartini per il dissequestro della somma. “Il Mipaaf fornisca chiarimenti su quanto avvenuto e verifichi, per quanto di competenza e sul piano amministrativo, il contesto complessivo che avrebbe consentito all’ex funzionario di Unirelab operare dal 2015 al 2019 in modo indisturbato” è la richiesta del M5S.

La Redazione

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