Si dimette Olga Smirnova, prima ballerina del Bolshoi di Mosca.

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La prima ballerina del Bolshoi, Olga Smirnova, ha lasciato il teatro moscovita per entrare nel Balletto nazionale olandese, che ne dà l’annuncio in un comunicato.

“Smirnova è stata esplicita nella sua recente denuncia dell’invasione russa dell’Ucraina che rende insopportabile per lei continuare a lavorare nel suo Paese”, afferma il Balletto nazionale olandese. 

La Smirnova è l’ultima delle grandi star russe che dall’inizio del conflitto in Ucraina hanno manifestato il proprio dissenso in diversi modi. Prima di lei Jacopo Tissi, nominato primo ballerino del Bolshoi di Mosca a dicembre 2021, ha deciso di dare le sue dimissioni ufficiali già il 7 marzo. A comunicarlo a tutto il mondo è Tissi stesso, che su Instagram aveva scritto un lungo post. Le sue parole arrivano dopo le dimissioni del direttore del Bolshoi, Tugan Sokhiev, che ha rinunciato anche alla carica di direttore musicale dell’Orchestre National du Capitole de Toulouse. Al coro contro l’invasione russa in Ucraina si uniscono le voci di diverse star russe. Tra queste la leggenda della danza Mikhail Baryshnikov e l’ex direttore del Bolshoi Alexei Ratmansky, il celebre coreografo oggi artista residente all’American Ballet, che aveva interrotto le prove della nuova produzione a cui stava lavorando proprio con la compagnia del Bolshoi. Anche la diva della lirica Anna Netrebko aveva subito condannato l’invasione, ma non l’invasore, per poi decidere di annullare tutti i suoi impegni. “Non è per me il momento di fare musica e di salire sul palco” aveva spiegato. Le sue dichiarazioni contro la guerra, ma non contro Putin, non sono state ritenute sufficienti dal Metropolitan di New York che in un comunicato ha reso noto che per questa stagione e la prossima Anna Netrebko non potrà esibirsi. 
Non ha invece mai preso posizione contro l’invasione Valery Gergiev, il direttore d’orchestra russo amico e sostenitore di Putin. Un silenzio costato al Maestro, tra i più importanti del panorama musicale, una serie di concerti annullati, sostituzioni e licenziamenti. 

La Redazione

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