Signori e il calcio scommesse: assolto perchè “il fatto non sussiste”. Riabilitato da Figc

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Dopo lunghissimi 10 anni, Beppe Signori è stato assolto dal Tribunale di Piacenza perchè “il fatto non sussiste” ovvero non truccò la partita tra Piacenza e Padova del 2 ottobre del 2010 finita 2 a 2. Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha appena firmato la ‘grazia’ per l’ex attaccante radiato per una vicenda di scommesse (https://www.ansa.it/sito/notizie/sport/calcio/2021/06/01/calcio-signori-riabilitato-gravina-firma-la-grazia_003094f6-734e-44f4-8a0e-45551096a971.html).
   Ora Signori potrà tornare a lavorare in ambito calcistico. A sottolineare la sua vicinanza all’ex calciatore, Andrea Scanzi, giornalista del Fatto Quotidiano che, in un post su Facebook racconta così la vicenda:

“Se ne sta parlando poco, ma la vicenda di Beppe Signori è allucinante. Mi ha colpito molto. Provo a ricostruirla. Il 1º giugno 2011 Signori è tra gli arrestati dalla Polizia nell’ambito di un’inchiesta legata alle scommesse nel mondo del calcio. Viene inizialmente posto agli arresti domiciliari, poi revocati due settimane dopo. Secondo gli inquirenti Signori, insieme a Luigi Sartor, Luca Burini e al commercialista Daniele Ragone, tramite la Clever Overseas, società con sede a Panama e domiciliata e amministrata dalla società fiduciaria Pieffeci Professional Consulting di Lugano, avrebbe ripulito il denaro (almeno 600 000 euro) proveniente dalle scommesse di Singapore della Raffles Money Change Pte Ltd.Indagato per associazione a delinquere nel 2015 (quattro anni dopo…), rinviato a giudizio nel 2017 (sei anni dopo…). Nel febbraio del 2021 – dieci anni dopo… – il Tribunale di Piacenza sentenzia che Signori non truccò la partita tra Piacenza e Padova del 2 ottobre del 2010 finita 2 a 2. Assolto perché “il fatto non sussiste”. Signori aveva rinunciato alla prescrizione, contrariamente a quanto aveva deciso di fare nel procedimento principale di Cremona chiuso nel dicembre del 2020. Due giorni fa la FIGC lo ha riabilitato con un procedimento di “grazia”, firmato personalmente dal presidente Gravina. Ieri Signori è tornato a parlare. Nessuno potrà ridargli quei dieci anni, durante i quali è stato trattato da quasi tutti come una carogna putrescente. Ha detto: “Io ero soprattutto il volto dell’inchiesta. Un nome abbastanza noto in Italia e nel mondo. C’erano tutte le condizioni per trasformarmi da mente, finanziatore e scommettitore nella faccia da mostrare al pubblico. Carne da macello. Io ho acquisito le intercettazioni, in 70mila registrazioni il mio nome non esce mai… Non ci sono”. “Sono tanti i danni che mi ha procurato questa storia. Cicatrici enormi. Due anni fa mi è partito un trombo dal polpaccio che ha bucato il polmone. Mi sono ritrovato al Sant’Orsola sdraiato, intubato, perché stavo per schiattare. Ovviamente al trombo hanno concorso diversi fattori, però l’inchiesta ha contribuito a debilitarmi, insomma l’ho somatizzata. Le troppe sigarette hanno fatto il resto. Ho avuto dei grossissimi momenti di sconforto, in particolare all’inizio. Non dico che ho pensato a gesti estremi… O meglio, ci ho pensato, ma non ho mai preso in considerazione l’idea di farla finita. C’erano i figli, mia moglie, gli amici più stretti che mi sono stati accanto, alcuni dei quali sono venuti a mancare, i miei familiari, mia sorella”. Ridare quei dieci anni a Beppe Signori è impossibile. Magari, però, potremmo trovare tutti il tempo di chiedergli scusa. Tutti. Tranne quei due o tre che gli sono sempre stati vicino”.

La Redazione

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