Speranza: “La politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini”

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“Resterò sempre distante dalle polemiche che danneggiano il prestigio dell’Italia e rendono più difficile il lavoro. Comprendo le ragioni della battaglia politica ma la politica non è un gioco d’azzardo sulla pelle dei cittadini. In un grande Paese non si fa politica su una grande epidemia”. Ha risposto così in Senato, elegantemente, alle accuse di chi ha presentato le mozioni di sfiducia contro di lui, il ministro alla Salute, Roberto Speranza (https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2021/04/28/al-senato-la-mozione-di-sfiducia-al-ministro-speranza_3c8160fd-3775-401c-9418-bb807755f9be.html)

“Le mozioni indicano che il piano pandemico non è stato aggiornato: fanno riferimento a un lungo periodo in cui ci sono stati 7 governi , tutti i gruppi hanno sostenuto alcuni di questi governo, ed è troppo facile oggi far finta di non vedere. Ho fiducia nel lavoro della magistratura e credo che chiunque abbia avuto responsabilità debba essere pronto a rendere conto delle proprie azioni. Adesso il piano pandemico antifluenzale c’è, quello che non è stato fatto in anni è stato realizzato nel mio mandato. Nessuno dovrebbe mai dimenticare che il nemico è il virus – ha cercato di ricordare all’opposizione Speranza – e che dovremmo essere più uniti che mai nel combatterlo, evitando di cadere nella tentazione di utilizzare la lotta alla pandemia per ragioni strumentali. È con amarezza che vedo prevalere invece lo scontro politico, spesso anche alimentando un linguaggio di odio che non può mai essere accettato. Si afferma il tentativo di sfruttare l’angoscia degli italiani per miopi interessi di parte: è sbagliato, perché produce danni enormi, non a me o al governo, ma al Paese che deve restare unito in un passaggio delicato”.

E sulla gestione della pandemia: “Non si può contestare allo stesso tempo di aver sottovalutato la situazione, e di aver seguito sempre la linea della massima prudenza. Non si può lamentare l’assenza di un’efficace strategia di contenimento del virus e allo stesso tempo chiedere di cancellare le misure più severe adottate dal Governo”. E ancora: “Ci si poteva limitare a dichiarare lo stato di emergenza, ma i nostri tecnici hanno valutato che occorreva andare oltre, che non sarebbe bastato attuare in maniera burocratica un piano pandemico insufficiente a rispondere a un virus totalmente nuovo”. Speranza ha ricordato che l’Italia è stata tra i primi Paesi al mondo a adottare misure per monitorare e contenere la diffusione del virus e che le sue iniziative sono poi state prese come esempio da altri Stati, e quindi ha sottolineato che “la pandemia non è finita, basti vedere quello che sta succedendo in India in queste ore”.

La Redazione

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