Studio Università Roma 3 su amusement: nessun collegamento con gioco d’azzardo

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Presentati a Enada al convegno “Il puro intrattenimento: quale futuro?” i risultati delle interviste condotte da un gruppo interdisciplinare di esperti dei dipartimenti di Economia aziendale e di Scienze della formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, nell’ambito della terza e ultima fase del progetto di ricerca Family Amusement, finanziato da Consorzio Fee, Sapar e New Asgi Italia. Il dato principale è che “Solo una piccola parte dei rispondenti (3 percento) ritiene che i ticket gli abbiano fatto scoprire il gioco con vincita in denaro; una piccola percentuale ritiene che questi possano influenzare la propensione a questa tipologia di gioco (5 percento). Inoltre, il 6 percento del campione ritiene che i ticket siano simili alle scommesse e l’8 percento percepisce i ticket come pericolosi”.

A valle delle prime due fasi del progetto, di natura esplorativa (rassegna sistematica della letteratura nazionale e internazionale e indagine qualitativa con interviste in profondità e focus group) è stato realizzato un sondaggio con questionario che ha visto coinvolti 1.000 individui tra i 18 e i 30 anni; il campione è rappresentativo di tutto il territorio nazionale. Obiettivo della ricerca è stato quello di esplorare le abitudini e i comportamenti di gioco nelle sale amusement, le preferenze verso i ticket e la propensione verso i giochi con e senza vincita di denaro. Il sondaggio è stato somministrato in modalità mista sia web che face to face ed è stato garantito l’anonimato dei rispondenti. I risultati delle interviste sono stati analizzati da esperti metodologi di diverse discipline: management e marketing, psicologia di ricerca sociale e statistica. 

I RISULTATI DELLO STUDIO – Il campione è composto per il 51 percento da femmine e per il 46 percento da maschi. Le età (18-30 anni) sono così distribuite: 18-20 anni: 176 persone; 21-25 anni: 423; 26-30 anni: 420. Il titolo di studio maggiormente ricorrente è il diploma di scuola superiore (56 percento), seguito dalla laurea (27 percento). Le aree geografiche con il maggior numero di rispondenti sono Sud (24 percento) e Nord Est (23 percento).Il 53 percento dichiara di non frequentare o aver frequentato le sale amusement, mentre il 47 percento afferma di frequentarle/averle frequentate. Di questi, il 62 percento dichiara di non collezionare/aver collezionato mai i ticket, mentre il 38 percento li colleziona con diversi livelli di intensità. In particolare: il 9 percento dichiara di collezionare/aver collezionato sempre o spesso i ticket; il 29 percento di collezionarli/averli collezionati saltuariamente. È stata valutata anche l’opinione del campione in merito alla relazione tra ticket redemption e giochi con vincita di denaro.

LE ABITUDINI DI GIOCO – Al campione è stato chiesto anche quali fossero le abitudini rispetto al gioco con vincita in denaro.Negli ultimi 12 mesi i rispondenti hanno giocato più volte alla settimana o una volta alla settimana ai gratta e vinci (35 percento), ai giochi virtuali (30 percento), al Superenalotto (24 percento), al Lotto (22 percento) e alle scommesse nelle agenzie di scommesse (20 percento); alle scommesse online (18 percento).I risultati hanno consentito altresì di analizzare gli antecedenti delle abitudini e dell’atteggiamento verso i giochi con vincita di denaro: si tratta in particolare di caratteristiche personali come la propensione al rischio per il guadagno o per ottenere stimoli, unite a fattori contestuali/familiari. Dall’analisi dei dati emerge che esiste una debole mediazione tra ticket, atteggiamento positivo e utilizzo di giochi con vincita in denaro. La ricerca evidenzia che esistono dei fattori protettivi e di mitigazione quali il valore dell’altruismo e della solidarietà, l’auto efficacia e l’autocontrollo. Questi elementi di mitigazione possono avere un importante impatto trasformativo nella gestione delle sale amusement in luoghi di edutainment e socializzazione.

 POTENZIARE L’IMMAGINE POSITIVA DELLE SALE – Secondo quanto emerge dalla ricerca, un nuovo sforzo è richiesto alle sale amusement per rilanciare il proprio business potenziando una immagine positiva verso la comunità. Le sale potrebbero orientarsi verso un modello più sostenibile e socialmente responsabile. Utile sarebbe a tal fine un codice etico promosso dal settore per supportare i gestori in un processo di cambiamento e maggiore integrazione sociale.

La Redazione

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