Tar Emilia-Romagna esclude ippodromo di Cesena da mappatura luoghi sensibili

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Anche l’ippodromo “Savio” di Cesena, così come l’Arcoveggio di Bologna, non è da considerare un “luogo sensibile” e si potrà continuare a raccogliere scommesse all’interno di tale struttura.
Lo ha stabilito il Tar Emilia Romagna, accogliendo il ricorso della società che gestisce la struttura romagnola, Hippogroup Cesenate, che chiedeva l’annullamento della delibera del Comune di Cesena che aveva inserito nella mappatura dei luoghi sensibili anche l’ippodromo, vietando di fatto la raccolta di scommesse.
Il Comune aveva considerato luogo sensibile pista e tribune del Savio solo in ragione della qualificazione urbanistica e destinazione ad impianto sportivo della struttura, senza invece tener conto del sistema normativo vigente in materia di ippodromi, luoghi naturalmente vocati ed espressamente deputati dal legislatore nazionale alla raccolta di scommesse.
Secondo il tribunale amministrativo “l’illogicità della decisione assunta dal Comune di Cesena trova conferma anche nel comportamento di altri Enti, quali il Comune di Bologna, che dopo aver inserito in sede di mappatura l’Ippodromo dell’Arcoveggio tra i luoghi sensibili, ha poi eliminato in autotutela tale struttura dalla mappa, in quanto successivamente all’approvazione del Regolamento comunale per la prevenzione e il contrasto delle patologie e delle problematiche legate al gioco d’azzardo lecito, è intervenuta la Legge regionale 25 giugno 2018 n. 8 che, modificando l’art. 6 della Legge regionale 4 luglio 2013 n. 5, ha stabilito al comma 2quinquies che il divieto di esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse, nonché di installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito di cui all’art. 110 tulps, non si applica agli sportelli e ai picchetti degli allibratori all’interno degli ippodromi, limitatamente alle scommesse relative alle corse dei cavalli nelle giornate in cui si svolge il programma di corse dell’ippodromo, in considerazione del particolare valore turistico, sportivo, culturale e ricreativo degli ippodromi; considerato che da tale modifica della fonte legislativa regionale emerge espressamente la finalità di tutelare gli ippodromi in considerazione del carattere di luogo di aggregazione culturale, turistico, sportivo e ricreativo degli stessi, escludendo tali impianti dal divieto di esercizio delle scommesse.
A. Bargelloni

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