Tar respinge richiesta di proroga delocalizzazione di sala scommesse

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Niente di fatto per i gestori di una sala scommesse Snaitech che chiedevano la proroga della delocalizzazione dell’attività. Il Tar Emilia Romagna ha respinto la richiesta di istanza cautelare della sala scommesse obbligata a delocalizzare l’attività perché troppo vicina alla Chiesa di Castelfranco Emilia. L’attività situata ad una distanza inferiore a 500 mt. dalla Chiesa S. Maria Assunta, ha ricevuto ordine dall’Unione Comuni del Sorbara a cessare l’attività di sala scommesse, fatta salva la possibilità di delocalizzarla entro il termine di 6 mesi.

La sala è quindi ricorsa al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia Romagna per chiedere la proroga di suddetto termine di delocalizzazione.

Ma secondo il Tar, “il ricorso principale e il ricorso per motivi aggiunti non contengano elementi per ritenere ragionevolmente prevedibile un esito degli stessi favorevole per la società ricorrente, tenuto anche conto della consistenza degli elementi su cui si fondano gli atti impugnati, con particolare riferimento alla incontestata distanza, inferiore ai limiti di legge, tra la sala scommesse ove è ubicata l’attività della ricorrente e il “luogo sensibile” individuato nella “Chiesa di S. Maria Assunta” e alla oggettiva mancanza, nella specie, dei presupposti di legge per ottenere dall’Unione Comuni del Sorbara la proroga del termine semestrale per potere evitare la chiusura dell’attività mediante presentazione della necessaria documentazione relativa alla delocalizzazione della sala scommesse”.

La Redazione

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