Treviso, denunciati 116 furbetti del Rdc: 25 titolari di conti gioco online e maxi vincite

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Le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Treviso, a seguito di un’attività d’intelligence ad ampio raggio nel settore della spesa pubblica, condotta in sinergia e collaborazione con Inps e Regione Veneto, hanno accertato in capo a 116 persone l’indebita appropriazione di somme per oltre 700 mila euro, in ragione dell’assenza delle condizioni legittimanti la fruizione del “Reddito di Cittadinanza” (Rdc).

La Guardia di Finanza di Treviso, al fine di assicurare che le risorse pubbliche messe a disposizione siano corrisposte a chi ne ha realmente bisogno, hanno concentrato l’attività di controllo sulla veridicità dei dati contenuti nelle autodichiarazioni di coloro i quali hanno richiesto e ottenuto il RdC nel territorio provinciale. I controlli hanno consentito così di rilevare 116 posizioni irregolari, dislocate su tutto il territorio della provincia, con conseguente indebita percezione del reddito di cittadinanza, poiché i beneficiari non erano in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Diverse, e in certi casi singolari, le violazioni accertate.

Per 45 persone, in gran parte cittadini stranieri, la causa della illegittima fruizione del beneficio è dovuta alla mancanza del requisito della residenza, tenuto conto che la legge prevede che il richiedente il sussidio debba essere residente in Italia da almeno 10 anni e che lo sia stato continuativamente nell’ultimo biennio. Tra i richiedenti sono stati individuati anche tre italiani iscritti all’Aire, che hanno falsamente attestato di essere residenti in Italia, al solo scopo di ottenere il beneficio economico. In 25 casi, gli approfondimenti svolti hanno consentito di rilevare che i beneficiari, omettendo di indicare nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) i redditi correlati alle vincite conseguite al gioco online, hanno fornito informazioni non veritiere con riferimento alla propria posizione reddituale. In altri casi, invece, le stesse vincite sono state conseguite nel periodo in cui il RdC veniva già percepito, ma non sono state comunicate all’Inps, perché questo avrebbe fatto perdere il diritto al beneficio.

Alcuni beneficiari del RdC, infatti, sono risultati titolari di conti di gioco online, utilizzati assiduamente per effettuare scommesse su eventi sportivi, oltre che per prendere parte a tornei di poker o altri giochi da tavolo. Su tali conti di gioco sono state accreditate, in alcuni casi, somme di denaro per centinaia di migliaia di euro, palesemente incompatibili con uno stato di indigenza economica. Significativi, in tale contesto, sono i casi di due disoccupati: un 54enne, residente a Treviso, che ha vinto oltre 1,6 milioni di euro, e un 48enne, residente a Conegliano, che ha incassato circa 500 mila euro.

Tutte le irregolarità accertate sono state segnalate all’Inps per l’avvio delle procedure di revoca del beneficio e restituzione delle somme indebitamente percepite, ammontanti a oltre 700 mila euro, mentre i responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica al Tribunale di Treviso, atteso che l’indebita percezione del beneficio è punita con la reclusione da due a sei anni, nei casi di presentazione di dichiarazioni attestanti cose non vere, e con la reclusione da uno a tre anni, nei casi di omessa comunicazione delle variazioni del reddito o del patrimonio, successive alla presentazione della dichiarazione” (https://www.qdpnews.it/comuni/conegliano/treviso-iiiecita-fruizione-del-reddito-di-cittadinanza-le-fiamme-gialle-denunciano-116-persone-che-dovranno-restituire-oltre-700-mila-euro/).

La Redazione

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