Zanzi: “Campione, la situazione è veramente difficile. L’unica soluzione è far ripartire il casinò”.

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“Tutto il nostro Paese sta attraversando una crisi gravissima, oltre a noi dipendenti del casinò, rischiano di finire in mobilità 86 impiegati del Comune, hanno già perso il posto le 9 dipendenti della materna comunale chiusa da settembre e sta chiudendo il centro diurno per gli anziani. Qui a Campione stanno venendo meno i servizi primari come il trasporto pubblico e la raccolta dei rifiuti”. E’ questa la situazione attuale dell’exclave italiana raccontata da Paolo Bortoluzzi, delegato Rsu della casa da gioco.

Il dichiarato fallimento dello storico casinò ha travolto tutto e tutti e Campione rischia di diventare un paese fantasma. Sono 469 gli ex dipendenti della casa da gioco che dal prossimo 31 dicembre resteranno senza lavoro e senza ammortizzatori sociali almeno fino ad aprile (http://cifonenews.it/campione-i-giudici-rinviano-a-gennaio-la-sentenza-sul-fallimento-del-casino/) I debiti e l’esposizione con banche e creditori hanno portato lo scorso 27 luglio alla chiusura definitiva della struttura per decreto del Tribunale e da allora ad oggi, secondo le stime, si sono persi 30,8 milioni di mancati incassi.

A fronte di questa situazione drammatica il Governo gialloverde ha più volte attenzionato il problema: l’obiettivo è quello di riaprire la casa da gioco, inviando, entro fine gennaio, un commissario straordinario per rifondare o risanare, a seconda dell’esito del ricorso di fronte alla Corte d’appello di Milano, la società che aveva in gestione la casa da gioco.

Nel frattempo però a Campione regna il caos, un mare in tempesta in cui il commissario Giorgio Zanzi, l’ex prefetto di Varese che da fine settembre regge le sorti del Comune, cerca di tenere la barra a dritta: “Finora tra mille sforzi siamo riusciti a garantire i servizi essenziali – spiega – ma la situazione è veramente difficile. L’unica soluzione è far ripartire il casinò”.

D. Pellegrino

 

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