14enne muore per ‘Blackout’, il gioco online estremo. Interrogazione Anzaldi (Pd): “Il Governo prenda provvedimenti contro giochi pericolosissimi”

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Dopo la morte per soffocamento di un quattordicenne alla periferia di Milano, il deputato Michele Anzaldi (Pd) chiede in un’ interrogazione ai ministri dell’Interno e per la Famiglia e le disabilità l’intervento per contrastare la diffusione di giochi estremi in rete. Anzaldi chiede “se il Governo sia a conoscenza di quanto riportato e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda assumere al fine  di contrastare questi fenomeni e per attivare un’adeguata campagna di informazione sui rischi derivanti da questi pericolosissimi giochi. Secondo quanto riportato dagli organi di informazione – spiega il deputato – in un appartamento alla periferia di Milano, un giovane di 14 anni è stato trovato senza vita. L’adolescente secondo quanto riferito dal padre, in una drammatica e dolorosa  ricostruzione, si è soffocato con una corda da roccia. Le autorità hanno dapprima parlato di suicidio, per poi invece rivedere tale ipotesi poiché per il genitore non si tratterebbe di questo. Il ragazzo, secondo i genitori potrebbe aver partecipato ad un gioco in rete conosciuto come ‘blackout’. Tra le ultime pagine della rete visitate dal 14enne e rimaste memorizzate nella cronologia di navigazione vi è proprio una che parla proprio di questo ‘blackout’ o gioco del soffocamento, una sorta di sfida estrema che consisterebbe nello sperimentare una carenza di ossigeno, fin quasi allo svenimento. La procura di Milano, secondo quanto riportano i media, avrebbe disposto il sequestro preventivo e d’urgenza dei siti dove vengono pubblicati video, tutorial e messaggi che il 14enne ha guardato prima di impiccarsi. Nel frattempo i genitori hanno rivolto proprio in rete un appello agli altri genitori  a  vigilare  sui  propri  figli  in relazione ai rischi che i ragazzi corrono anche in rete e a non sottovalutare qualsiasi elemento, perché non si ripetano tragedie come quella che ha colpito la loro famiglia”. 

La risposta all’interrogazione di Anzaldi arriva dal sottosegretario di Stato per l’Interno, Carlo Sibilia: “[…] Le indagini relative al tragico episodio, coordinate dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Milano e affidate all’Arma dei carabinieri, sono tuttora in corso. La dolorosa vicenda  consente, tuttavia, di sottolineare che  c’è una piena consapevolezza da parte del Governo e delle istituzioni della necessità di intraprendere ogni necessaria iniziativa per fornire soprattutto ai ragazzi, ma non solo, un’adeguata informazione sui pericoli e i  rischi cui quotidianamente si può andare incontro sul web. In  tale direzione  sono molteplici gli interventi di sensibilizzazione e prevenzione già  intrapresi o in procinto di essere avviati, sia a livello locale che nazionale. Informo, ad  esempio, che il comando provinciale dei carabinieri di Milano promuoverà incontri nelle scuole nell’ambito del progetto di formazione della cultura della legalità, con particolare approfondimenti sulle tematiche inerenti ai pericoli della rete e all’uso distorto della tecnologia. Inoltre, sempre a livello locale, in relazione alle delicate e complesse problematiche connesse anche al bullismo, al cyberbullismo e al gioco d’azzardo patologico, lo scorso 1° giugno, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra la prefettura di Milano, l’ufficio scolastico territoriale di Milano, l’Agenzia di tutela della salute di Milano e la città metropolitana di Milano. Il protocollo si pone l’obiettivo di sviluppare forme di collaborazione tra tutti gli attori preposti per garantire, attraverso una strategia coordinata, misure di carattere educativo, preventivo e rieducativo volte a tutelare i minori, con particolare riguardo agli ambiti scolastici. […]Ribadisco – conclude Sibilia – che sul tema posto all’attenzione dall’onorevole interrogante vi è la massima e costante attenzione da parte del Governo, delle forze dell’ordine e delle istituzioni. In tal senso continueranno ad essere intraprese specifiche iniziative di informazione e prevenzione dei pericoli del web, in piena sinergia e collaborazione con il mondo della scuola, delle famiglie e dell’associazionismo”. 

“L’argomento è scottante – ribatte Anzaldi – si parla un ragazzo morto. Io sono parzialmente soddisfatto perché il sottosegretario ci dice che il sito è  stato oscurato immediatamente, eccetera, che il territorio della Lombardia si è attivato nelle ricerche, però io, purtroppo, devo dire che il problema  non è solo lombardo. Chiaramente, non è che io con l’interrogazione volessi scaricare la responsabilità sul Governo, ma vorrei sensibilizzare il Governo su questo mondo parallelo, dove vivono tutti i nostri giovani e non, che va dal sesso, ai giochi estremi, a suggerimenti su come auto medicarsi o a come prodursi alimenti in casa, insomma, si va dalla semplice fregatura a cose dove già due ragazzi, per quello che ne sappiamo, per il fatto che i genitori hanno avuto il coraggio di denunciare e andare a frugare nei cellulari o nel computer del loro figlio, sono morti”. Quindi,  secondo  me,  non  bastano, come ha detto il sottosegretario, spot o iniziative, ma servono, come avviene nella vita reale, anche dei provvedimenti  che vanno al di là della chiusura o delle reprimendeOccorre qualcosa che faccia capire che i rischi per chi si approfitta della rete e dei nostri giovani sono gli stessi che ci sono nella vita reale“.

La Redazione

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